Acne, dermatite atopica, forfora, psoriasi. Quante volte chi ne soffre ha pensato: «Sarà per colpa di quello che mangio?». Oppure «Sarà lo stress?».

Una risposta a queste domande ce la fornisce il libro Intestino e salute della pelle, edito da Terra Nuova Edizioni e firmato da Marco Pignatti, dermatologo del Poliambulatorio Villa Richeldi di Carpi e responsabile del primo ambulatorio di Dermobiotica in Italia (Università di Modena), e dalla dietista Laura Lodi, in forza sempre all’ambulatorio di Dermobiotica.

Da anni sappiamo, empiricamente, che la salute dell’intestino è una condizione necessaria per avere una pelle sana. E sappiamo anche che diverse patologie dermatologiche possono variare il loro decorso a seconda delle condizioni di salute a livello dell’apparato digerente.

La novità è che grazie agli studi recenti sul microbiota intestinale oggi abbiamo qualche elemento scientifico in più per poter sostenere che l’intestino è in grado di condizionare lo stato di salute della cute.

Il volume (240 pagine, 14 euro) passa in rassegna tutte le patologie e i disturbi dermatologici che, stando alle ricerche pubblicate, hanno qualche connessione con il microbiota intestinale. Allergie, acne, dermatite atopica, psoriasi, couperose, rosacea, forfora, dermatite seborroica, alopecia, candidosi, cellulite, afte e invecchiamento cutaneo. Ma non solo. Nel libro si possono trovare preziosi consigli, rigorosamente evidence based, su come modificare la dieta per prevenire o tenere sotto controllo numerose manifestazioni cutanee.

Il taglio del volume è volutamente divulgativo, in modo da essere accessibile a chiunque, medico o paziente, voglia approfondire questo argomento.

Attenzione però: non deve essere considerato la “bibbia” dell’asse intestino pelle. Per due ragioni: la prima è che la materia è ancora giovane, anzi giovanissima. Le ricerche e gli studi che stanno uscendo in questo periodo, con sempre maggiore frequenza, sono davvero tanti e prima di poter affermare con certezza assoluta come modificare la propria dieta di fronte a una malattia dermatologica occorre usare cautela. La seconda è che ognuno di noi è un individuo a sé stante, quindi l’approccio personalizzato, in medicina, è anche in questo caso da caldeggiare.

Di certo però è un ottimo inizio per cominciare a ragionare su questi argomenti e trovare risposte ad alcuni quesiti di grande interesse per il pubblico e per il personale sanitario.