Scoperto nuovo batterio associato a patologie periodontali

29 giugno 2018

San Diego State University, San Diego (studio originale)

Canditatus Bacteroides periocalifornicus, batterio di nuova scoperta, è risultato presente solamente nel cavo orale e positivamente correlato alla presenza e alla severità di periodontite.

È quanto dimostrato dallo studio di Pedro J. Torres e colleghi, di recente pubblicazione su Microbial Ecology.

La periodontite rappresenta l’infezione orale più comune e basata su un processo infiammatorio a carico del tessuto che circonda il dente in risposta alla proliferazione batterica e alla placca dentale. Se non opportunamente trattata può contribuire ad altre patologie sistemiche quali aterosclerosi o diabete di tipo 2, sebbene apparentemente non collegate alla salute del cavo orale.

Recentemente, le ricerche si sono concentrate ad analizzare il microbioma periodontale di soggetti sani vs quello di pazienti con malattie periodontali, riscontrando una notevole differenza compositiva anche all’interno di quest’ultimo gruppo a seconda dello stadio di patologia. Per esempio, ad essere incrementati in presenza di infezione sono i patogeni del cosiddetto “complesso rosso” tra i quali troviamo Porphyromonas gingivalis, Treponema denticola e Tannerella forsythia. Questi, abbinati ad alcuni del “complesso arancione” come Fusobacterium nucleatum, sono inoltre risultati correlati al grado di severità della patologia e di profondità della tasca periodontale.

Canditatus Bacteroides periocalifornicus e patologie periodontali

Sebbene siano questi tra i ceppi batterici finora scoperti e considerati quelli caratterizzanti il microbioma orale, con le innovative tecniche di analisi e di ricerca (16S rRna,  metagenomica ecc) è stato possibile avere un quadro più dettagliato della popolazione dei microorganismi colonizzanti, tra gli altri, anche il cavo orale.

In quest’ottica di potenziamento analitico è stato infatti da poco identificato un nuovo membro del phylum dei Bacteroidetes, ovvero Canditatus Bacteroides periocalifornicus (CBP), qui analizzato in relazione alla presenza di patologie periodontali.

Ecco dunque i risultati principali ottenuti in base a diverse metodologie e all’utilizzo di dati precedentemente raccolti e confrontati anche con quelli provenienti da donatori sani.

  • CBP si è dimostrato profondamente inserito all’interno dei Bacteroides, al pari dei generi Odoribacter, Paludibacter, Porphyromonas, Bacteroides, Parabacteroidetes e Prevotella, presentando inoltre un’analogia di sequenza genica pari al 68% con Alistipes putredinis;
  • CBP è risultato presente solo nel cavo orale con un’espressione maggiore nella placca sub-gengivale rispetto a quella sovra-gengivale;
  • CBP è risultato più espresso in pazienti con periodontite rispetto ai controlli sani;
  • L’abbondanza relativa media di CBP si è mostrata superiore nelle tasche più profonde e positivamente correlata con la severità della patologia in corso, in linea con il comportamento già riportato in letteratura per i patogeni del “complesso rosso e arancione”;
  • Il trattamento dell’infezione con sodio ipoclorito diminuisce il livello di espressione di CBP;
  • Le attività metaboliche di CBP sono emerse similari a quelle degli altri ceppi Bacteroidetes risultando, ad esempio, coinvolto nello sviluppo di resistenza agli antibiotici beta-lattamici;

Complessivamente dunque, Canditatus Bacteroides periocalifornicus ha dimostrato di avere anch’esso un ruolo nello sviluppo di periodontite.

Approfondendo gli studi su questo nuovo ceppo identificato sarà dunque possibile capirne meglio le caratteristiche al fine di ipotizzare la messa a punto di terapie aggiuntive per la cura di questo disturbo così comune e dalle complicanze così importanti.

Silvia Radrezza

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