I neonati sviluppano il loro microbiota intestinale principalmente grazie alle madri e alla famiglia, fino a raggiungere, nel corso dei primi anni di vita, una composizione più simile a quella degli adulti. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che in pochi mesi le interazioni tra neonati all’asilo nido possono avere un impatto significativo sul loro microbiota intestinale, a volte anche maggiore di quello familiare.
I risultati, pubblicati su Nature, suggeriscono dunque che le prime interazioni sociali, soprattutto tra coetanei all’asilo nido, contribuiscono a costruire e diversificare il microbiota intestinale del neonato.
Studi precedenti hanno dimostrato che i microbi vengono condivisi tra coetanei, suggerendo che l’ambiente dell’asilo nido possa influenzare il microbiota dei neonati. Tuttavia, non è ancora chiaro come le interazioni tra bambini possano influenzare la composizione delle loro comunità microbiche.
Per rispondere a questa domanda, Liviana Ricci dell’Università di Trento e i suoi colleghi hanno monitorato i cambiamenti del microbiota intestinale di 43 neonati durante il loro primo anno di asilo nido.
Microbiota che cambia nel tempo
I ricercatori hanno raccolto e analizzato oltre 1.000 campioni di feci di neonati, familiari, persone che si prendevano cura di loro e animali domestici. Il team ha confermato le differenze attese tra il microbiota degli adulti e quello dei neonati, dimostrando che la diversità microbica dei bambini aumenta nel tempo, soprattutto con la frequenza dell’asilo nido.
All’inizio dello studio, i neonati condividevano molti ceppi microbici con le loro madri, e la somiglianza tra il microbiota dei familiari è risultata maggiore rispetto a quella riscontrata tra individui non imparentati tra loro.
Inoltre, è stato osservato che i bambini con fratelli tendevano ad avere un microbiota più diversificato, e che, intorno ai 10 mesi di età, fattori come la modalità del parto o l’assunzione di antibiotici alla nascita non avevano più un forte impatto sul microbiota intestinale. Infine, dai dati ottenuti è emerso che, trascorrendo del tempo insieme all’asilo nido, il microbiota dei bambini è diventato nel tempo più simile.
Condivisione batterica
Ulteriori esperimenti hanno permesso di identificare i ceppi batterici che sono stati trasmessi da un neonato all’altro all’interno dell’asilo nido e che si sono poi diffusi ai genitori e in alcuni casi anche agli animali domestici.
Nel giro di pochi mesi, i batteri acquisiti dai coetanei dell’asilo nido costituivano una quota maggiore del microbiota dei neonati rispetto a quelli provenienti dai familiari. Persino dopo lunghe pause, come le vacanze estive, i neonati continuavano a condividere più microbi con i compagni dell’asilo nido rispetto a bambini di altre scuole.
«Nel complesso, i nostri risultati rivelano la centralità dei fattori sociali nel plasmare il microbioma infantile attraverso la trasmissione microbica interindividuale, sottolineando l’importanza delle interazioni sociali come elemento chiave per la costruzione di un microbiota sano», concludono i ricercatori.
