Batteriemia: microbi nel sangue potrebbero arrivare dal microbiota intestinale

I risultati di un recente studio mostrano una correlazione tra il microbiota intestinale e i microrganismi responsabili delle batteriemie nei pazienti critici.
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Batteriemia: microbi nel sangue potrebbero arrivare dal microbiota intestinale

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Stato dell’arte
Alcuni microbi intestinali possono contribuire nelle persone vulnerabili alle infezioni del flusso sanguigno (batteriemia) traslocando dall’intestino. Tuttavia, sono ancora limitati i dati che, nei pazienti critici, collegano queste infezioni al microbiota intestinale.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno analizzato in 57 pazienti critici sia i microbi responsabili delle infezioni del sangue sia il loro microbiota intestinale. In circa la metà dei casi, i microbi intestinali corrispondevano alle specie presenti nel circolo sanguigno. In particolare, tra i 23 microrganismi rilevati nel sangue, 14 erano presenti anche nell’intestino e 6 erano ceppi identici nel sangue e nell’intestino.

Conclusioni
I risultati mostrano una correlazione tra il microbiota intestinale e i microrganismi responsabili delle batteriemie nei pazienti critici. Inoltre, lo studio suggerisce che alcuni di questi microbi provengono dall’intestino.

Le batteriemie, infezioni del circolo ematico, sono una delle principali cause di morte nei pazienti ospedalizzati, soprattutto in quelli critici o con un sistema immunitario indebolito. Una nuova ricerca, pubblicata su PLOS One, suggerisce che alcuni microbi responsabili di infezioni del sangue provengono dall’intestino.

Per giungere a queste conclusioni, Christopher Gu della University of Pennsylvania School of Medicine a Philadelphia e i suoi colleghi hanno analizzato, in 57 pazienti critici, sia i microbi responsabili delle infezioni del sangue sia il loro microbiota intestinale.

Batteri del sangue e batteri intestinali

I ricercatori hanno arruolato 139 adulti ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale della University of Pennsylvania  per i quali erano disponibili campioni di feci. Dei partecipanti allo studio, 57 avevano un’infezione del sangue.

Rispetto alle persone sane, i pazienti critici presentavano nel complesso una diversità del microbiota intestinale inferiore

La composizione del microbiota intestinale di alcuni pazienti critici era simile a quella di individui sani, mentre altri avevano un microbiota dominato da alcuni gruppi batterici, come Proteobacteria o Firmicutes.

In circa la metà dei casi, i ricercatori hanno identificato microbi intestinali che corrispondevano alle specie responsabili delle infezioni del sangue. Tra i 23 microrganismi rilevati nel sangue, 14 erano presenti anche nell’intestino e 6 erano ceppi identici nel sangue e nell’intestino, come per esempio Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli, Proteus mirabilis, Pseudomonas aeruginosa ed Enterococcus faecalis.

Achromobacter insolitus: identità confermata

Il team ha anche identificato un paziente con una batteriemia da Achromobacter insolitus, un batterio recentemente isolato da vari campioni clinici umani. Ulteriori analisi hanno rivelato che il ceppo A. insolitus è presente nel microbiota intestinale a livelli relativamente bassi.

Tuttavia, poiché il paziente aveva anche un’infezione del tratto respiratorio dovuta al batterio Achromobacter, l’infezione del flusso sanguigno potrebbe derivare da quella polmonare, nonostante gli alti livelli del genere Achromobacter nell’intestino. 

«I dati ottenuti suggerivano che in questo paziente fossero presenti due ceppi indipendenti di Achromobacter. Ciò sottolinea l’importanza della conferma dell’identità basata sulla sequenza», affermano i ricercatori.

Conclusioni

«La scoperta che alcuni microbi intestinali erano identici a quelli trovati nelle infezioni del torrente circolatorio, che quindi potrebbero avere origine dall’intestino, richiede ulteriori indagini. Inoltre, è opportuno verificare eventuali effetti benefici di interventi che sopprimono le comunità altamente dominanti in alcuni pazienti critici utilizzando la profilassi antimicrobica mirata o il trapianto di microbiota, oppure altre terapie basate sul microbiota».

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