La composizione del microbiota umano, che svolge un ruolo cruciale nella salute e nella malattia, è influenzata da fattori quali genetica, etnia e dieta, che possono variare a seconda delle regioni geografiche. Un nuovo database composto da migliaia di campioni di microbiota intestinale provenienti da tutto il mondo evidenzia la necessità di una ricerca diversificata sul microbiota.
I dati ottenuti da questo database, pubblicati su Cell, potranno aiutare i ricercatori a identificare modelli globali e lacune di conoscenza nella ricerca sul microbiota.
Precedenti studi hanno osservato differenze nella composizione del microbiota tra persone sane e pazienti con condizioni come il cancro del colon-retto o malattie infiammatorie intestinali. Tuttavia, non tutte le popolazioni sono rappresentate equamente negli studi sul microbiota, rendendo difficile trarre conclusioni generalizzabili.
Per creare un quadro più completo del microbiota umano, Richard Abdill della University of Chicago in Illinois e i suoi colleghi hanno creato un database, chiamato Human Microbiome Compendium, che contiene oltre 168.000 campioni di microbiota intestinale di persone provenienti da 68 paesi.
Popolazioni sottorappresentate
La maggior parte dei campioni di microbiota disponibili proviene da Europa e Nord America, mentre regioni come America Latina, Caraibi e Africa subsahariana sono risultate sottorappresentate e caratterizzate da una diversità microbica molto più elevata, con numerosi taxa ancora da scoprire.
Le differenze geografiche sono risultate particolarmente importanti quando si trattava del numero di taxa microbici unici trovati nei campioni. Ad esempio, l’Asia orientale e sudorientale aveva il numero più alto di taxa unici, che è risultato invece ridotto in regioni come America Latina e Africa subsahariana. Gruppi microbici specifici, tra cui Bacteroides e Prevotella, variano da una regione all’altra.
Dai dati ottenuti è emerso inoltre che la maggior parte degli studi sul microbiota si basa su un tipo di sequenziamento comunemente utilizzato per identificare i microrganismi, ma esistono variazioni regionali e tecniche, che potrebbero influenzare i risultati.
Distinguere i microbioti
Utilizzando tecniche di machine learning, il team ha sviluppato un approccio per distinguere il microbiota di diverse regioni. Tuttavia, l’accuratezza di questo approccio varia a seconda della regione: ad esempio, i microbioti di individui provenienti da Australia/Nuova Zelanda e Asia orientale/sud-orientale erano facilmente distinguibili tra loro, a differenza di quelli di Europa/America settentrionale e America Latina/Caraibi, il che indica la necessità di ulteriori ricerche per comprendere questi modelli complessi.
I risultati evidenziano dunque l’esistenza di variazioni globali nella composizione del microbiota intestinale umano. In particolare, è emerso che alcune regioni probabilmente ospitano molte specie microbiche non scoperte a causa del campionamento limitato.
«Ci aspettiamo che questo database possa rappresentare una risorsa preziosa per la comunità e che consentirà approfondimenti più ampi sull’ecologia microbica dell’intestino umano» concludono gli autori dello studio.
