Lattoferrina, una proteina che favorisce l’eubiosi del microbiota vaginale

Che cos’è, come agisce e perché è stata definita “amica” delle donne. Un’analisi ragionata della letteratura sugli effetti di questa proteina sull’ecosistema vaginale.

I lattobacilli sono i principali “difensori” della salute del tratto urogenitale femminile, in particolare Lactobacillus crispatus, L. gasseri e L. jensenii. Su questo non ci sono dubbi. Ma un altro amico della donna, anzi in questo caso un “amica”, è la lattoferrina.

Accedi al nostro dossier: Probiotici orali per disturbi ginecologici

Lattoferrina, proteina naturale

La lattoferrina è una glicoproteina secreta dalle ghiandole endocrine e dalla maggior parte delle cellule epiteliali. Non a caso è presente nella maggior parte dei fluidi corporei, colostro in primis (7mg/ml). Nettamente inferiore è la sua concentrazione nella saliva, intestino, fluido amniotico o polmonare (<0.1 mg/ml).

Nell’ambiente urogenitale la concentrazione di lattoferrina è rispettivamente pari a 1–3 μg/ml nei fluidi vaginale e 100 μg/ml nello strato mucosale della cervice. La sua secrezione è mediata dai neutrofili in risposta a stimolo infiammatorio. È presente anche nel latte bovino (bLf) con caratteristiche del tutto simili a quella umana (hLf).

I fluidi corporei, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, influenzano notevolmente le caratteristiche della popolazione batterica locale (microbiota). La loro quota di ferro libero non dovrebbe per esempio superare la concentrazione di 10–18 M per evitare sia la formazione di specie radicaliche tossiche (ROS) sia la moltiplicazione incontrollata di batteri patogeni che lo sfruttano per la loro crescita e la formazione di biofilm con conseguente disbiosi e maggior suscettibilità a infezioni [1].

Lattoferrina e microbiota vaginale

La lattoferrina interviene proprio nel bilancio del ferro chelandolo anche in ambienti molto acidi, tipici della sede di infezione (fino a pH 3.0). I suoi livelli hanno mostrato di variare proprio in risposta all’eventuale presenza di infezione microbica per esempio con un aumento nelle secrezioni vaginali di donne affette da vaginosi batterica o da invasione da C. trachomatis, N. gonorrhoeae, Candida spp. e T. vaginalis rispetto a condizioni fisiologiche.

È stata inoltre registrata una sua efficacia contro miceti, virus e parassiti oltre che nella gestione di processi infiammatori e immunitari. Importante è tuttavia ricordare che, come i lattobacilli risentono dei livelli ormonali, anche la sua concentrazione varia in relazione al ciclo mestruale e al sopraggiungere della menopausa (diminuzione) [1].

Studi finora condotti sulla variante bovina, hanno dimostrato come, indipendentemente dall’attività ferro-chelante, la lattoferrina abbia diverse proprietà antibatteriche mediate da [1]:

  • lisi batterica interagendo con i lipopolisaccaridi di parete
  • inibizione dell’adesione batterica alle cellule epiteliali
  • inibizione dell’entrata nelle cellule dell’ospite per batteri intracellulari obbligati o facoltativi che necessitano di nutrienti e ferro interno alle cellule dell’ospite per la loro sopravvivenza e replicazione

Considerando la spesso inefficacia e gli effetti collaterali degli antibiotici utilizzati come terapia stardard in casi di infezioni batteriche, perché dunque non sostenere e/o sfruttare le proprietà difensive della lattoferrina somministrandola assieme ai probiotici per il mantenimento di un microbioma vaginale fisiologico?

A tal proposito, risultati positivi sono stati dimostrati dall’associazione di lattoferrina con Lactobacillus acidophilus LMG S-29159 a e L. rhamnosus SD5675 b (Respecta ®) in casi di vaginosi batterica [2] e candidiasi vulvovaginale [3].

Efficacia in vaginosi batterica e candida vaginale

Con vaginosi batterica si intende di fatto uno stato di “disbiosi” ossia di disequilibrio della composizione e/o dei normali rapporti di espressione batterica a causa, in questo caso, di una proliferazione eccessiva e incontrollata di G. vaginalis (ma non solo) a discapito dei lattobacilli che fisiologicamente dominano il microbioma urogenitale.

In uno studio che ha coinvolto 48 donne, l’assunzione per via orale della formulazione contenente i due probiotici e la lattoferrina (15 giorni) per via orale ha dimostrato infatti non soltanto di migliorare la sintomatologia (prurito, perdite, bruciore, cattivo odore, secchezza), ma anche di ridurre le recidive a 6 mesi [2].

Efficacia simile in presenza di candidiasi, l‘infezione urogenitale femminile più comune dopo la vaginosi batterica che nella maggior parte dei casi (85-90%) è da ricondurre al fungo Candida Albicans da cui il nome.

Ancora una volta, l’associazione Lactobacillus acidophilus LMG S-29159, Lactobacillus rhamnosus SD5675 e lattoferrina (Respecta ®) somministrata per via orale assieme a clotrimazolo (applicazione topica) ha ridotto la ricorrenza dell’infezione del 33.3% e 29.2% rispettivamente a 3 e 6 mesi rispetto al solo trattamento farmacologico. Moderato miglioramento anche nella sintomatologia.

Analizzando nel dettaglio la composizione batterica nel post-trattamento si è inoltre visto come l’aggiunta di lattoferrina abbia non soltanto contrastato la proliferazione dei patogeni in questione, ma abbia anche favorito quella dei lattobacilli suggerendo un’ulteriore attività prebiotica.

Conclusioni

In conclusione dunque, Lactobacillus spp. e lattoferrina sono i principali responsabili della difesa del tratto urogenitale femminile contro lo sviluppo di infezioni. La loro azione sembrerebbe inoltre complementare e collaborativa nel contrastare la colonizzazione da parte dei patogeni e nella modulazione della risposta infiammatoria.

Considerando come il classico trattamento antibiotico sia spesso inefficace nella risoluzione definitiva dell’infezione e problematico per lo sviluppo di resistenza batterica, la somministrazione di probiotici mirati e lattoferrina per via orale sembra essere una valida strategia terapeutica nel ripristino e sostegno dell’omeostasi batterica vaginale.

    • (a) In precedenza noto come Lactobacillus acidophilus GLA-14
    • (b) In precedenza noto come Lactobacillus rhamnosus HN001

Referenze

  1. Valenti P, Rosa L, Capobianco D, Lepanto MS, Schiavi E, Cutone A, Paesano R and Mastromarino P (2018) Role of Lactobacilli and Lactoferrin in the Mucosal Cervicovaginal Defense. Front. Immunol. 9:376. doi: 10.3389/fimmu.2018.00376
  2. R. Russo, E. Karadja , F. De Seta, Evidence-based mixture containing Lactobacillus strains and lactoferrin to prevent recurrent bacterial vaginosis: a double blind, placebo controlled, randomised clinical trial. Beneficial Microbes, 2018. doi: 10.3920/BM2018.0075
  3. De Seta, F., Parazzini, F., De Leo, R., Banco, R., Maso, G. P., De Santo, D., Restaino, S. (2014). Lactobacillus plantarum P17630 for preventing Candida vaginitis recurrence: A retrospective comparative study. European Journal of Obstetrics, Gynecology, and Reproductive Biology, 182, 136–139

Iniziativa editoriale promossa da Sandoz S.p.A.
AN: IT2009040218

Questo contenuto è riservato agli iscritti a Microbioma.it.

Registrati per accedere agli approfondimenti e ricevere notizie e aggiornamenti scientifici sul mondo del microbiota e dei probiotici.

Oppure effettua il login
Non sei un professionista della salute?
Scopri il nuovo portale divulgativo sul benessere del microbiota
Ti consigliamo anche
Oppure effettua il login