Il tumore al seno causa più di 40.000 decessi ogni anno ed è la neoplasia più comune nelle donne.
Un recente studio sui topi ha scoperto che una terapia comunemente somministrata per questo tumore altera il microbiota del seno, aumentando i livelli di batteri benefici come Lactobacillus e Streptococcus, che sono risultati associati alla riduzione della crescita del tumore e al miglioramento della sopravvivenza.
I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, suggeriscono che microrganismi probiotici come Lactobacillus (acidophilus, rhamnosus, paracasei, plantarum) nonché Bifidobacterium lactis Bifidobacterium bifidum Bifidobacterium breve potrebbero essere utilizzati per integrare la terapia del tumore al seno con l’obiettivo di migliorarne la prevenzione e il trattamento.
Tamoxifene e microbiota tissutale
I tumori al seno positivi ai recettori ormonali rappresentano il 60-70% dei casi e sono associati a fattori di rischio come la genetica, lo stile di vita e la dieta. Le pazienti affette da queste forme tumorali vengono solitamente trattate con tamoxifene, che agisce bloccando i recettori degli estrogeni per fermare la crescita del tumore.
Il seno ha un microbiota unico, la cui composizione può essere alterata dal tamoxifene. Tuttavia, gli effetti di questo farmaco sul microbiota non sono ancora del tutto chiari.
Per rispondere a questa domanda, Alana Arnone della Wake Forest University School of Medicine di Winston-Salem, North Carolina, e i suoi colleghi hanno studiato un modello murino caratterizzato da una predisposizione a sviluppare cancro al seno.
Interazioni dieta-farmaco
I ricercatori hanno scoperto che il trattamento di questi topi con tamoxifene ha aumentato l’abbondanza del phylum Firmicutes, che include specie probiotiche appartenenti ai generi Lactobacillus e Streptococcus.
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato un aumento dell’abbondanza di batteri probiotici nei topi trattati con tamoxifene e nutriti con una dieta sana. Al contrario, i livelli di Staphylococcus e di altri batteri sono risultati maggiori nei topi ai quali è stata somministrata una dieta occidentale.
I risultati suggeriscono che l’interazione tra dieta e tamoxifene è in grado di modellare il microbiota del seno, la cui composizione potrebbe a sua volta influenzare la progressione del cancro al seno.
Prevenzione del tumore al seno
L’iniezione di batteri probiotici come Lactobacillus e Bifidobacterium direttamente nelle ghiandole mammarie dei topi ha arricchito il microbiota del seno, ha ridotto la crescita e la proliferazione del tumore e ha aumentato la sopravvivenza libera da malattia.
Inoltre, è stato osservato che alcuni metaboliti microbici, come il trealosio, hanno aumentato l’efficacia del tamoxifene e ridotto la vitalità delle cellule tumorali.
I risultati suggeriscono che Lactobacillus, Bifidobacterium e altri batteri probiotici potrebbero rappresentare uno strumento potente per ridurre il rischio di cancro al seno o rallentarne la progressione.
«Lo studio del microbiota del seno e della sua relazione con la dieta, l’obesità e il trattamento potrebbe fornire nuovi spunti per comprendere i meccanismi alla base dello sviluppo e della prevenzione del cancro al seno», concludono i ricercatori.
