Fibrosi cistica: complicanze neonatali dovute a maturazione ritardata del microbiota intestinale

La fibrosi cistica è una malattia genetica che causa gravi danni ai polmoni, all’apparato digerente e ad altri organi. Di recente un gruppo di ricercatori ha scoperto che il microbiota intestinale dei neonati con fibrosi cistica matura più lentamente.

I risultati, pubblicati su mBio, suggeriscono che una maturazione ritardata del microbiota potrebbe contribuire alle complicanze della malattia. «Il nostro studio si propone quindi di sviluppare una terapia basata sul microbiota per ripristinarne una corretta dinamica», affermano gli autori.

Precedenti studi hanno dimostrato che il microbiota intestinale si sviluppa dalla nascita e si stabilizza tra i tre e i cinque anni d’età. Alterazioni nella sua composizione possono causare disturbi immunitari e digestivi. In particolare, nelle persone con fibrosi cistica il microbiota intestinale matura più lentamente. Comprendere queste differenze potrebbe favorire lo sviluppo di terapie per migliorare la composizione microbica dei pazienti affetti da questa condizione.

Adrian Verster del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, e i suoi colleghi hanno quindi deciso di esaminare il microbiota intestinale di 40 neonati con fibrosi cistica e di confrontare i dati di migliaia neonati con o senza la condizione.

Ritardo di maturazione

Rispetto ai neonati sani, quelli affetti da fibrosi cistica hanno mostrato differenze nel loro microbiota intestinale, tra cui livelli inferiori di Bacteroidota e una maggiore abbondanza di Pseudomonas.

Inoltre, nel primo anno di vita è stato possibile suddividere i neonati con fibrosi cistica in due gruppi distinti in base alla presenza o assenza di Bacteroides, anche se la composizione del loro microbiota è risultata comunque diversa da quella dei neonati sani, principalmente a causa di differenze nei livelli di Bifidobacteria bifidum, Phoecicola vulgatus ed E. coli.

Nei neonati con fibrosi cistica è stato osservato anche un ritardo nello sviluppo del microbiota intestinale rispetto ai neonati sani, con una composizione batterica alterata, inclusi alti livelli di Enterobacteriaceae e bassi livelli di batteri benefici come Faecalibacterium prausnitzii.

Stato di transizione

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che il microbiota intestinale dei neonati con fibrosi cistica è caratterizzato da una maggiore presenza di batteri presenti nel cavo orale e funghi come Saccharomyces e Candida, che sono stati collegati all’infiammazione.

Il team ha anche utilizzato modelli di machine learning per prevedere l’età del microbiota in base alla sua composizione. Nei neonati sani, è stato possibile determinare in diverse popolazioni lo stadio di sviluppo del microbiota in base alla presenza di specifiche specie batteriche, che potrebbero quindi rappresentare potenziali biomarcatori per la maturazione intestinale.

I risultati suggeriscono che il microbiota intestinale dei neonati con fibrosi cistica rimane in uno stato di transizione, anziché progredire entro i tre anni di età verso un microbiota stabile, simile a quello degli adulti.

Studi futuri dovranno quindi esplorare la possibilità di mettere a punto interventi per supportare lo sviluppo del microbiota nei pazienti con fibrosi cistica.

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