Oltre i batteri: lieviti, trained immunity e nuovi probiotici basati su Saccharomyces

Durante il Congresso Probiotics, Prebiotics and New Foods, che si è tenuto a settembre a Roma, Microbioma.it ha intervistato Duccio Cavalieri, dell’Università di Firenze. 

L’intervista sposta il focus del microbioma oltre i batteri, mettendo in primo piano funghi e lieviti come componenti emergenti capaci di modulare in modo mirato il sistema immunitario, in particolare attraverso meccanismi di immunità innata “allenata” (trained immunity). Al centro della discussione c’è Saccharomyces cerevisiae, microrganismo noto da secoli per il suo ruolo nella fermentazione di pane, birra e vino, ma oggi rivalutato alla luce delle conoscenze accumulate negli ultimi vent’anni su genetica e struttura della parete cellulare. Viene proposto che il rapporto tra chitina e mannani nella parete possa orientare l’attivazione di specifiche risposte immunitarie, aprendo la strada alla selezione razionale di ceppi con profili benefici e alla distinzione da ceppi potenzialmente rischiosi. 

Un punto chiave riguarda la presunta incapacità di S. cerevisiae di colonizzare stabilmente l’intestino: l’intervista suggerisce invece che la natura “passeggera” possa rappresentare un vantaggio ecologico, contribuendo a sostenere la crescita di lattobacilli rilevanti non solo per l’intestino ma anche per vagina e pelle, e a contrastare l’overgrowth di patobionti e patogeni enterici come Klebsiella, Escherichia coli e Shigella. In questa prospettiva, le comunità probiotiche del futuro potrebbero includere ceppi selezionati di Saccharomyces come parte integrante dell’ecosistema microbico. Infine, Saccharomyces boulardii—già noto per l’impiego nella diarrea del viaggiatore—viene presentato come “punta dell’iceberg” di una nuova generazione di probiotici a base di lieviti, più ampia e ancora da esplorare.

CONDIVIDI →

Potrebbe interessarti

Oppure effettua il login