Bifidobatteri e non solo: ecco come il latte materno “plasma” il microbiota del neonato

Il latte materno non rappresenta soltanto una fonte di nutrienti essenziali e di anticorpi, ma svolge anche un ruolo centrale nella maturazione biologica del neonato. Un recente studio pubblicato su Nature Communications rafforza l’ipotesi che il latte materno contribuisca in modo diretto alla definizione del microbiota intestinale infantile, attraverso il trasferimento di ceppi batterici benefici, funzioni metaboliche e anche di alcuni geni associati alla resistenza antimicrobica.

Questi risultati aprono prospettive interessanti per comprendere meglio in che modo l’allattamento influenzi la salute intestinale nei primi mesi di vita e potrebbero, in futuro, favorire lo sviluppo di strategie mirate per sostenere la nutrizione e la prevenzione delle malattie nella prima infanzia.

Che il latte materno contenga batteri in grado di influenzare il microbiota del neonato era già stato suggerito da studi precedenti. Restavano però ancora poco definiti sia la composizione dettagliata del microbiota del latte umano sia il grado di condivisione dei ceppi batterici tra latte materno e intestino del lattante.

Per approfondire questi aspetti, Pamela Ferretti, dell’Università di Chicago, insieme ai suoi collaboratori, ha analizzato campioni di latte di 195 madri e campioni fecali dei rispettivi bambini, la maggior parte dei quali era alimentata esclusivamente con latte materno durante i primi sei mesi di vita.

Microbi condivisi

Dalle analisi è emerso che il microbiota del latte materno e quello fecale dei neonati presentano caratteristiche distinte, pur condividendo alcuni elementi rilevanti. In entrambi i compartimenti, per esempio, domina Bifidobacterium longum. Nel latte materno sono risultate presenti anche altre specie del genere Bifidobacterium, insieme a microrganismi comunemente associati alla cute e al cavo orale. Il microbiota intestinale dei neonati, invece, appariva dominato da bifidobatteri, ma comprendeva anche altri batteri tipici dell’intestino e della cavità orale.

Un dato particolarmente interessante riguarda l’evoluzione temporale di B. longum nell’intestino infantile. Con il passare dei mesi, questo microrganismo tendeva infatti a diventare sempre più abbondante, soprattutto nei bambini allattati esclusivamente al seno, mentre altri batteri, come Escherichia coli, mostravano una riduzione. Inoltre, la presenza di B. longum risultava associata a una maggiore stabilità del microbiota intestinale nel tempo, suggerendo un possibile ruolo di questo batterio nell’equilibrio ecologico dell’intestino nei primi mesi di vita.

Le analisi più approfondite hanno mostrato anche che circa il 10% dei batteri presenti nelle feci di un neonato di un mese era rilevabile anche nel latte materno. Oltre a B. longum, tra i batteri più frequentemente trasmessi dal latte all’intestino del neonato figuravano B. bifidum, Escherichia coli e alcuni microrganismi del microbiota orale. Una parte di questi ceppi, inoltre, sembrava capace di persistere nell’intestino infantile per diversi mesi, indicando che il trasferimento attraverso il latte non si limita a un passaggio transitorio, ma può contribuire più stabilmente alla strutturazione del microbiota.

Resistenza antimicrobica

Lo studio ha anche esaminato gli aspetti funzionali di queste comunità microbiche. I ricercatori hanno osservato che sia nel latte materno sia nel microbiota intestinale dei neonati sono presenti geni coinvolti nella produzione di nutrienti essenziali, come alcuni aminoacidi, insieme a geni associati alla resistenza agli antibiotici. Un’osservazione degna di nota è che i neonati con un microbiota intestinale dominato da Bifidobacterium presentavano un numero inferiore di geni di resistenza, suggerendo una possibile relazione tra composizione del microbiota e profilo del resistoma nelle prime fasi della vita.

Nel complesso, il lavoro indica che il latte materno partecipa attivamente alla formazione, allo sviluppo e alla stabilità del microbiota intestinale neonatale, influenzandone non soltanto la composizione tassonomica ma anche alcune caratteristiche funzionali. 

Così concludono gli autori: «I nostri risultati indicano che il latte materno gioca un ruolo nella formazione, nello sviluppo e nella stabilità del microbiota intestinale e del resistoma dei neonati. Lo studio offre anche un quadro dettagliato dei batteri presenti nel latte materno e della loro relazione con quelli presenti nell’intestino dei neonati»

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