Attraverso una rimodellamento del microbiota intestinale, il trapianto di microbiota fecale potrebbe diventare un trattamento efficace e sicuro per la dermatite atopica moderata-grave.
Lo conclude lo studio di Xiaochun Liu e colleghi della Chinese Academy of Medical Sciences and Peking Union Medical College (Nanjing, China) di recente pubblicato su Allergy.
Dermatite atopica e microbioma intestinale
La dermatite atopica (AD) è un’infiammazione cronica della pelle che colpisce una porzione significativa della popolazione, infantile e adulta. Nonostante l’introduzione di farmaci che ne controllano la progressione, questa condizione rimane difficile da gestire. Sono quindi necessarie nuove strategie in grado di controllare efficacemente la risposta immunitaria e le ricadute.
A tal proposito, il microbiota intestinale ha mostrato di essere attivamente coinvolto in varie patologie, inclusa AD. Pazienti con AD hanno infatti mostrato un microbiota intestinale alterato con una minore diversità, ma una maggiore abbondanza di Escherichia coli, Staphylococcus e Blautia di soggetti sani. Nonostante ciò, il preciso ruolo del microbiota intestinale in AD, oltre che l’efficacia e sicurezza del trapianto fecale di microbiota (FMT) in pazienti AD, sono aspetti ancora non del tutto chiari.
Questo studio ha quindi approfondito efficacia e sicurezza del FMT in pazienti con AD moderata-grave esponendoli a FMT (n=20) o placebo (n=10) una volta a settimana per 3 settimane, in aggiunta al loro trattamento farmacologico standard. Campioni di sangue e feci sono stati collezionati regolarmente fino a 16 settimane per analisi immunologiche e metagenomiche.
Cosa emerge dallo studio
- Nessun effetto collaterale serio è stato osservato, indipendentemente dal gruppo. Il 25% dei pazienti con FMT e il 20% del gruppo placebo hanno tuttavia sperimentato disordini minori (diarrea, lievi alterazioni dei valori epatici);
- il gruppo FMT ha registrato un miglioramento del punteggio EASI (estensione dell’eczema e gravità), rispetto alla controparte, dalla quarta settimana. Valori migliori anche per la valutazione complessiva della malattia (IGA) e per la qualità di vita (DLQI);
- differenze non significative per i valori sierici, nonostante un leggero incremento dei livelli totali di IgE nel gruppo FMT;
- FMT ha indotto una riduzione di CD4+IL-17A+ (Th17) alla ottava settimana e di CD4+IL-4+ (Th2) alla sedicesima settimana. Significativamente diminuiti anche I livelli di TNF-aldfa;
- di contro, FMT ha indotto un marcato aumento di IL-12p70 all’ottava settimana, nonostante i livelli di citochine infiammatorie circolanti non abbano mostrato una differenza significativa tra i due gruppi suggerendo una moderata influenza del trapianto sulla risposta immunitaria.
Passando all’analisi del microbiota dei campioni fecali si è osservato:
- i campioni prima e dopo FMT condividono il 60% del profilo batterico;
- a livello di specie e genere, la ricchezza batterica è rimasta invariata ai diversi time points in ogni gruppo;
- di contro, cambiamenti significativi in termini di beta-diversity e composizione per il gruppo FMT;
- a cambiare a livello di specie, in particolare, Megamonas funiformis e Megamonas hypermegale, marcatamente elevati in FMT alla 4-16esima settimana. Di contro, Bacteroides dorei ha registrato una riduzione dopo FMT;
- differenze anche a livelli metabolici con 15 pathways significativamente alterati. Di questi, solo il pathway per la sintesi di vitamina K si è ridotto nel gruppo FMT.
Da ultimo, è stato validato il ruolo del microbiota nel miglioramento clinico di AD. La riduzione di M. funiformis è stata negativamente correlata con la gravità della malattia, suggerendo come una sua maggiore espressione possa agevolare la remissione di malattia – ipotesi confermata nel post-FMT.
Conclusioni
Per concludere, il trapianto di microbiota fecale in pazienti con dermatite atopica si è mostrato ben tollerato ed efficace nel migliorare la condizione clinica grazie alla rimodulazione della componente microbica.