Il microbiota intestinale supporta la digestione, l’immunità e l’integrità della barriera intestinale. Alterazioni della sua composizione sono comuni in patologie come le malattie infiammatorie croniche intestinali. Tuttavia, sebbene i trapianti di microbiota fecale e l’integrazione di fibre alimentari possano contribuire a ripristinare l’equilibrio, i risultati variano a seconda del donatore.
In un lavoro pubblicato di recente su Med, Emily Hoedt e Nicholas Talley della University of Newcastle a Callaghan, in Australia, sostengono che, per essere efficace, il trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali deve basarsi su un approccio che combini donatori selezionati, analisi del microbiota e dieta. «Per ottenere risultati migliori nei pazienti con queste patologie, dobbiamo adottare un approccio mirato e personalizzato», affermano i ricercatori.
Poiché le alterazioni del microbiota intestinale sono comuni in patologie come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, le terapie volte a ripristinare il microbiota hanno riscosso negli anni sempre maggiore attenzione. I trapianti di microbiota fecale si sono dimostrati promettenti, in particolare nei pazienti con colite ulcerosa, ma l’efficacia rimane variabile e sembra dipendere dalle caratteristiche del donatore.
Precedenti studi suggeriscono che la dieta, soprattutto l’assunzione di fibre, favorisca il recupero dell’equilibrio del microbiota; tuttavia i risultati clinici sono molto variabili. Mentre alcune fibre possono promuovere la proliferazione di batteri benefici come Faecalibacterium prausnitzii, molti pazienti non migliorano o addirittura manifestano un peggioramento dei sintomi.
Questi risultati contrastanti suggeriscono che la sola presenza di determinati microbi potrebbe non essere sufficiente per trattare la malattia e che le capacità funzionali del microbiota intestinale, come la degradazione delle fibre alimentari, potrebbe essere cruciale. Tuttavia, la comprensione meccanicistica di come i componenti alimentari influenzino l’attività della malattia è ancora limitata.
Funzione microbica
Studi recenti suggeriscono che il successo delle terapie basate sul microbiota dipende non solo dall’introduzione di microbi benefici, ma anche dal ripristino della funzione microbica. Gli integratori di fibre, anziché migliorare i risultati per tutti i pazienti, possono avere effetti controproducenti se il microbiota del ricevente non possiede gli enzimi necessari per degradarle o se le converte in metaboliti infiammatori.
Gli autori sottolineano che gli effetti clinici benefici si verificano quando i microbi trapiantati producono attivamente metaboliti protettivi, come gli acidi grassi a catena corta, e interagiscono in modo appropriato con il sistema immunitario dell’ospite. Ciò suggerisce l’importanza della compatibilità tra donatori e riceventi.
Per il successo terapeutico, la sola composizione del microbiota è quindi meno importante della sua funzionalità e delle interazioni con l’ospite.
Remissione duratura
«Sostenere la proliferazione dei microbi benefici limitando al contempo l’infiammazione può migliorare l’efficacia delle terapie basate sul microbiota, In futuro, saranno essenziali studi più ampi per identificare i pazienti responsivi e guidare la nutrizione di precisione» affermano i ricercatori.
Hoedt e Talley concludono quindi che le terapie basate sul microbiota, come i trapianti di microbiota fecale, non possono essere ottimizzate attraverso un approccio standardizzato. La remissione a lungo termine nelle malattie infiammatorie croniche intestinali e nelle patologie correlate potrebbe dipendere da strategie personalizzate che combinano la selezione del donatore, la profilazione del microbiota e una dieta su misura.
«Questo approccio richiederà una collaborazione interdisciplinare tra esperti di microbiologia, nutrizione, immunologia e medicina clinica. Solo così potremo sfruttare appieno il potenziale delle terapie basate sul microbiota e ottenere una remissione duratura per i pazienti affetti da malattie gastrointestinali croniche» concludono i ricercatori.
