La sclerosi multipla è una malattia che porta alla disabilità attraverso una progressiva degenerazione del sistema nervoso centrale, che a sua volta causa un peggioramento nel tempo dei disturbi fisici e cognitivi. Di recente un gruppo di ricercatori ha scoperto che il microbiota intestinale e i suoi metaboliti svolgono un ruolo significativo nella progressione della sclerosi multipla, con alcune specie microbiche e specifiche alterazioni metaboliche correlate al peggioramento dei sintomi.
I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, indicano che alterazioni del microbiota intestinale giocano un ruolo nella progressione della sclerosi multipla, suggerendo così la possibilità di individuare nuovi bersagli terapeutici.
Studi precedenti hanno dimostrato che il microbiota intestinale è alterato nei pazienti con sclerosi multipla; in particolare, alcuni microbi sono risultati associati al peggioramento della malattia. Tuttavia, non è chiaro come il microbiota e i suoi metaboliti siano collegati alla gravità di questa condizione e alla transizione verso la sclerosi multipla progressiva, uno stadio della malattia in cui la disabilità peggiora nel tempo.
Per valutare la composizione microbica e i cambiamenti metabolici associati alla gravità della malattia, Luke Schwerdtfeger del Brigham and Women’s Hospital di Boston e i suoi colleghi hanno analizzato campioni di sangue e feci di pazienti con sclerosi multipla.
Disbiosi intestinale e sclerosi multipla
I partecipanti allo studio facevano parte dello studio CLIMB (Comprehensive Longitudinal Investigation of Multiple Sclerosis) del Brigham and Women’s Hospital, che monitora le pazienti con sclerosi multipla nel tempo, raccogliendo dati clinici, esiti di risonanze magnetiche e campioni biologici.
Dai dati ottenuti è emerso che alcuni batteri intestinali, come Alistipes e Bacteroides, sono risultati correlati al peggioramento della disabilità, mentre altri, come Streptococcus thermophilus ed Eubacterium hallii, alla stabilità o al miglioramento dei sintomi.
I trattamenti per la sclerosi multipla sembrano influenzare la composizione della flora batterica intestinale, aumentando i microbi benefici e riducendo quelli dannosi. Alcuni microbi, tra cui Ruminococcus e Lachnoclostridium, sono risultati associati a punteggi cognitivi migliori, mentre altri a un peggioramento delle capacità cognitive.
Sottoprodotti metabolici
Nei partecipanti che hanno sviluppato sclerosi multipla progressiva sono state osservate alterazioni in specifici metaboliti, in particolare lipidi e acidi biliari, alcune delle quali sono risultate correlate a un peggioramento della disabilità, mentre altre alla stabilità dei sintomi.
I ricercatori hanno inoltre scoperto che i pathway metabolici legati alla vitamina B6, agli acidi grassi e al metabolismo dei farmaci sono più attivi nei soggetti che hanno sviluppato la sclerosi multipla progressiva. Il team ha anche identificato microbi intestinali, tra cui Akkermansia e Lachnospiraceae, che producono metaboliti correlati alla progressione della malattia.
I risultati indicano dunque che alterazioni del microbiota intestinale e dei suoi sottoprodotti giocano un ruolo nel peggioramento dei sintomi, suggerendo così la possibilità di individuare potenziali bersagli per futuri trattamenti.
Tuttavia, sono necessari studi più ampi e dettagliati per comprendere meglio in che modo i microbi intestinali influenzano la sclerosi multipla.