Sindrome metabolica: probiotico potrebbe ridurre gli effetti delle diete ricche di zuccheri

Il diabete correlato all’obesità è un importante problema di salute globale legato a gravi complicazioni, tra cui le malattie cardiache. Lavorando sui topi, i ricercatori hanno ora scoperto che le diete ricche di zuccheri causano comunque obesità e infiammazione intestinale, ma probiotici specifici come il Lactiplantibacillus plantarum dfa1 possono contribuire a ridurre questi effetti dannosi migliorando la salute intestinale e riducendo l’infiammazione.

I risultati, pubblicati su Scientific Reports, suggeriscono che i probiotici proteggono dall’obesità e dall’infiammazione causate da un elevato consumo di zuccheri, supportandone l’uso per la prevenzione del diabete correlato all’obesità.

Precedenti studi hanno dimostrato che le diete ricche di zuccheri contribuiscono a una condizione nota come sindrome metabolica, che può portare allo sviluppo del diabete. Uno squilibrio nel microbiota intestinale può contribuire alla sindrome metabolica alterando la barriera intestinale e aumentando l’infiammazione. Ricerche precedenti suggeriscono che le fibre della frutta aiutano a supportare i batteri intestinali benefici e che probiotici come Lactiplantibacillus plantarum dfa1 possono ridurre l’infiammazione e proteggere l’intestino.

I ricercatori guidati da Thunnicha Ondee della Chulalongkorn University di Bangkok, in Thailandia, hanno quindi deciso di testare se l’associazione di questo probiotico con alimenti ricchi di fibre potesse ridurre gli effetti dannosi delle diete ricche di zuccheri.

Protezione dell’intestino

I ricercatori hanno somministrato ai topi due tipi di diete ricche di zuccheri: una dieta ricca di glucosio e una dieta ricca di carboidrati a base di biscotti. Tutti i topi hanno sviluppato segni di sindrome metabolica, obesità, danni intestinali e infiammazione.

Tuttavia, l’aggiunta del probiotico Lactiplantibacillus plantarum dfa1 alla dieta ha contribuito a proteggere da questi problemi. In particolare, i topi che hanno ricevuto Lactiplantibacillus plantarum dfa1 hanno mostrato un miglioramento dei livelli di glicemia, minori danni intestinali e minore infiammazione. Il probiotico ha migliorato l’equilibrio del microbiota intestinale, riducendo i microbi nocivi e aumentando quelli benefici, tra cui Lactobacillus, Bacteroides e Akkermansia.

Inoltre, la somministrazione ai topi di specifici metaboliti prodotti dai batteri probiotici ha ridotto anche il danno alle cellule intestinali ed epatiche, tipicamente causato dalle tossine batteriche che entrano nel flusso sanguigno. Nel complesso, i probiotici sembrano dunque contribuire a proteggere sia le cellule intestinali che quelle epatiche dagli effetti nocivi di un elevato contenuto di zuccheri e tossine batteriche.

Probiotici e metabolismo

Sia la dieta ricca di glucosio sia quella ricca di carboidrati a base di biscotti hanno causato livelli simili di obesità e sindrome metabolica nei topi, sebbene le diete presentassero quantità diverse di carboidrati, proteine ​​e grassi.

La fibra di frutta nella dieta ricca di carboidrati a base di biscotti ha modificato la composizione del microbiota intestinale in misura maggiore rispetto alla dieta ricca di glucosio, aumentando i livelli di alcuni tipi di microbi che aiutano a digerire le fibre vegetali. Tuttavia, la fibra di frutta non sembra ridurre l’obesità o la sindrome metabolica.

Questo risultato suggerisce che, sebbene le fibre possano migliorare il microbiota intestinale, gli effetti nocivi di un elevato apporto di zuccheri sulla salute intestinale superano tali benefici. Tuttavia, l’aggiunta di probiotici può aiutare a contrastare questi effetti negativi. «Pertanto, incoraggiamo l’uso di probiotici per la prevenzione dell’obesità indotta dai carboidrati» concludono i ricercatori.

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