La pelle del viso è costantemente esposta a microrganismi, ma solo alcune specie sono in grado di persistere e dominare il microbiota cutaneo. Un nuovo studio suggerisce che alcune barriere cutanee impediscono la colonizzazione di nuovi ceppi e che specifiche fasi della vita, come l’adolescenza, possono essere cruciali per il successo degli interventi probiotici.
I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, potrebbero quindi favorire lo sviluppo di nuovi probiotici e contribuire a comprendere più a fondo i meccanismi alla base dell’eubiosi cutanea e, in generale, della salute della pelle.
Sebbene la pelle del viso umano sia prevalentemente dominata da Cutibacterium acnes e Staphylococcus epidermidis, ogni individuo presenta una combinazione unica di ceppi, il che suggerisce l’esistenza di fattori che impediscono la colonizzazione di determinati batteri.
Precedenti studi hanno dimostrato che il passaggio dall’infanzia all’età adulta porta a cambiamenti significativi nel microbiota cutaneo. Jacob Baker del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge ha quindi analizzato il microbiota cutaneo di un gruppo di bambini e dei loro genitori.
Il microbiota cutaneo, dai genitori ai figli
I ricercatori hanno scoperto che, nella maggior parte dei casi, i genitori sono la principale fonte di trasmissione batterica ai figli. La trasmissione di più batteri contemporaneamente è comune sia per C. acnes sia per S. epidermidis.
Per quanto riguarda quest’ultima specie, è stato osservato che i lignaggi batterici sono più instabili nel tempo rispetto a quelli di C. acnes e persistono più a lungo negli adulti che nei bambini, il che suggerisce che con l’invecchiamento la pelle diventa più stabile in termini di composizione batterica.
Sebbene i lignaggi di C. acnes abbiano mostrato maggiore stabilità, non è stata osservata una chiara correlazione tra l’età dei lignaggi e l’età della persona.
Il team ha anche scoperto che nei giovani, in particolare nei bambini, il tasso di acquisizione di nuovi lignaggi di C. acnes aumenta durante la transizione verso un microbiota cutaneo simile a quello degli adulti.
Barriere ecologiche
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che C. acnes sembra in grado di colonizzare la pelle più rapidamente durante l’adolescenza, quando i cambiamenti nella pelle favoriscono la proliferazione di popolazioni batteriche più numerose.
Ciò suggerisce che i ceppi probiotici di C. acnes potrebbero avere maggiore efficacia se applicati in questa fase della vita. Al contrario, S. epidermidis mostra tassi di turnover più elevati durante tutto il corso della vita, con i suoi lignaggi che durano in genere meno di due anni.
Sebbene sia C. acnes sia S. epidermidis condividano i propri lignaggi tra i membri della famiglia, di solito ciò non avviene per tutti, il che significa che alcune barriere ne impediscono la piena condivisione.
I risultati suggeriscono inoltre che l’adolescenza è un periodo chiave per l’insediamento di C. acnes sulla pelle.
Conoscere più a fondo il comportamento di questi batteri potrebbe quindi aiutare a creare probiotici o trattamenti migliori per l’acne e altri problemi della pelle. In particolare, in futuro potrebbe essere utile saperne di più sull’interazione tra questi batteri e il sistema immunitario e sulle sue ricadute per la salute della pelle.
