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Dermatite atopica nei pastori tedeschi: studio del microbiota della pelle e dell’orecchio

I cani affetti da dermatite atopica (cAD) presentano una composizione batterica diversa e una ricchezza di specie inferiore.
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Dermatite atopica nei pastori tedeschi: studio del microbiota della pelle e dell’orecchio

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In questo articolo

• Il ruolo del microbiota nella dermatite atopica
• Microbioma sito specifico
Conclusioni

Stato dell’arte
La dermatite atopica è una malattia molto comune e diffusa tra i cani. Nonostante ciò, la crescita e la progressione della malattia sono complesse e non del tutto comprese, ma si ipotizza che i microrganismi della pelle svolgano un ruolo chiave. Grazie agli approcci molecolari si può studiare il microbiota cutaneo canino superando i limiti dei metodi microbiologici tradizionali.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno descritto e confrontato il microbiota della pelle e dell’orecchio di un gruppo di cani pastore tedesco (GSD) sani, divisi in non allergici e allergici, questi ultimi senza sintomi acuti o un’infezione concomitante.

Conclusioni
I risultati hanno mostrato alcune differenze tra i cani allergici e non, in particolare è stata riscontrata una minore ricchezza di specie nell’ascella e una diversa composizione della comunità batterica della pelle e dei canali uditivi nei soggetti allergici rispetto a quelli non allergici.

Una patologia molto comune nella razza canina è la dermatite atopica (cAD) caratterizzata da una predisposizione genetica all’infiammazione, mediata dalle immunoglobuline IgE, che colpisce specifici siti del corpo, tra cui anche il canale uditivo. Tale condizione è difficile da definire visto che gli stessi sintomi possono essere scatenati da cause diverse. Vari studi hanno però mostrato un’associazione tra la composizione microbica della pelle e la comparsa della dermatite.

Il ruolo del microbiota nella dermatite atopica

A differenza della maggior parte delle ricerche condotte finora, il gruppo di ricercatori della Justus Liebig University in Germania, ha sfruttato la Next Generation Sequencing (NGS) per analizzare il microbiota di una sola razza di cane dal momento che la cAD differisce tra le razze canine.

La NGS consente di sequenziare grandi genomi e di leggere fino a 300 paia di basi per frammento, in tempi mediamente brevi.

Il gruppo campione è stato suddiviso equamente in allergici e non allergici (gruppo controllo) ed è stata scelta la razza del pastore tedesco perché fortemente soggetta a cAD.

I risultati ottenuti, e pubblicati su PlosOne, hanno rilevato delle differenze confrontando i due gruppi: nei GSD allergici è stata riscontrata una minore ricchezza di specie nell’ascella e, inoltre, una diversa composizione della comunità batterica sia della pelle, sia dei canali uditivi rispetto ai cani non allergici.

In aggiunta, a livello di phylum, gli Actinobacteria sono risultati i più abbondanti nei non allergici, invece tra gli allergici i Proteobacteria; a livello di genere, il più abbondante sulla pelle dei non allergici è risultato il Macrococcus, in particolare sull’ascella, mentre Sphingomonas sulla pelle dei cani allergici.

D’altro canto, i dati sulla sequenza genica 16S rRNA batterica non hanno rivelato batteri diversi tra i siti del corpo (ascella, pelle interdigitale dorsale anteriore, inguine e canali uditivi) nei cani non allergici. In quest’ultimo gruppo, è stata evidenziata una ricchezza di specie della pelle significativamente maggiore rispetto al condotto uditivo.

L’attività battericida del cerume potrebbe spiegare la minore ricchezza di specie rispetto agli altri siti del corpo, così come potrebbe giocare un ruolo la struttura del condotto uditivo (simile a una camera) con un’epidermide relativamente sottile e un derma contenente follicoli piliferi singoli, ghiandole sebacee e ghiandole del cerume, che creano un cerume ricco di lipidi che determina un microambiente con un’umidità relativamente elevata.

Microbioma sito specifico

Un’altra scoperta molto importante di tale studio è stata che la composizione batterica sito-specifica differisce in modo significativo con la malattia cutanea allergica.

Inoltre, la famiglia da cui provenivano i cani ha avuto una forte influenza sulla composizione del microbioma cutaneo, seguita da sesso, stato di salute dell’ospite e sito del corpo, a conferma dell’influenza dell’ambiente circostante sul microbiota.

Conclusioni

In conclusione, questo studio descrive e confronta il microbiota cutaneo e del condotto uditivo di GSD non allergici e allergici, dimostrando che i cani con dermatite hanno una composizione batterica significativamente diversa e una ricchezza di specie (diversità alfa) significativamente inferiore.

Il microbiota della pelle e del condotto uditivo dei GSD non allergici è molto variabile e il condotto uditivo ha una ricchezza di specie significativamente inferiore rispetto alla pelle del corpo.

Valentina Vinelli
Biologa nutrizionista laureata con lode in Alimentazione e Nutrizione Umana, è dottoranda in Food Systems presso il Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Univ. La Statale degli studi di Milano.

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