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In Italia il mercato dei probiotici è solido, dinamico e in crescita

I probiotici sono da sempre la categoria protagonista del mercato italiano degli integratori alimentari. Ecco cosa dicono i dati di mercato 2017
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In collaborazione con Federsalus – Associazione nazionale produttori e distributori prodotti salutistici

È un segmento solido e in crescita, quello dei probiotici. Basta analizzare i dati per rendersi conto che in Italia questi prodotti sono da sempre i “protagonisti” del mercato degli integratori alimentari.

Nel periodo che va da aprile 2016 a marzo 2017 il segmento ha sviluppato un valore totale di fatturato di 353,4 milioni di euro (+6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) per un totale di 25,7 milioni di confezioni vendute (+4,4%) nei canali farmacia e GDO.

E all’interno del mercato dei nutraceutici, in termini di quota a valore, rappresentano circa il 13% del totale (1).

Dati Federsalus
Dati vendita probiotici 2015-2017

Le prospettive del comparto probiotici

Il 96% circa del valore totale generato dai probiotici è appannaggio della farmacia. Focalizzando l’attenzione sul canale e osservando l’evoluzione sia a valore sia a volume che i probiotici hanno registrato nel corso degli anni, le prospettive possono dirsi positive.

Tuttavia, bisogna sottolineare che la categoria soffre di un’incertezza normativa. Da un lato il termine probiotico non è condiviso da altri stati membri e dalla Commissione Europea e, al momento, sull’etichetta di questi prodotti commercializzati negli altri Paesi europei tale termine non può essere riportato, creando tra l’altro, problemi all’esportazione dei prodotti italiani in questi Stati.

Dall’altro lato le valutazioni negative da parte di EFSA dei claims di questa categoria di prodotti, a seguito del Regolamento 1924/2006, hanno ridotto la crescita del mercato e creato molti problemi alle aziende del settore non solo in Italia.

Così si stanno organizzando le aziende e le farmacie

Per quanto riguarda le aziende, i probiotici sono tra i segmenti di mercato più innovativi, intendendo l’innovazione non solo come lanci di nuove referenze ma anche extension line.

Nel 2016 sono state introdotte circa 46 nuove referenze nel segmento dei probiotici in farmacia (2).

Dal punto di vista dei modelli di informazione e promozione dei probiotici, le aziende privilegiano la relazione con il medico e con il farmacista, mettendo in atto anche strategie rivolte al singolo professionista.

Chiarezza normativa e dinamismo delle aziende

L’Italia vanta senz’altro il primato europeo (forse mondiale) nella consapevolezza relativa allo sviluppo e produzione di probiotici.

La seniority del mercato unita a una chiarezza normativa hanno permesso alle aziende Italiane di lavorare molto sulla tipizzazione e sulla stabilizzazione dei ceppi.

La filiera Italiana consente senz’altro di avere un ottimo prodotto sul punto vendita, ovvero un prodotto che garantisce effettivamente la presenza di ciò che si dichiara in etichetta fino alla scadenza impressa sulla confezione.

Gli ultimi controlli delle associazioni di consumatori, ne sono la prova.

La normativa Italiana infatti impone che il numero di cellule vive debba essere garantito fino alla scadenza.

Questo concetto non è ancora stato chiarito in maniera univoca negli altri Stati europei, dove si parla di contenuti di cellule vive al momento della produzione.

Il lavoro fatto dalle aziende italiane denota un grande dinamismo: la filiera è divisa nettamente tra aziende che sviluppano e producono ceppi, aziende che trasformano i ceppi in prodotti finiti e aziende che distribuiscono a marchio.

Nel mondo ci sono 3-4 player internazionali con una dimensione di oltre il miliardo di euro che sviluppano e industrializzano ceppi, molte aziende di produzione specializzate nella trasformazione di ceppi in prodotti finiti con una size media tra 10 e 500 milioni di euro di fatturato, nonché una moltitudine di aziende che distribuiscono con il loro marchio.

In Italia una decina di aziende sviluppano e producono ceppi con una taglia inferiore ai 50 milioni di euro, 3-4 aziende specializzate nella produzione di prodotti finiti a base di probiotici e moltissime aziende che distribuiscono con il loro marchio.

(1) Fonte: Elaborazione FederSalus dati New Line Ricerche di Mercato e IRi (MAT Marzo 2017)

(2) New Line Ricerche di Mercato per FederSalus – Farmacia, MAT dicembre 2016)

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