Dispepsia funzionale: il ruolo dell’olio di menta piperita tra efficacia e sicurezza

L’olio di menta piperita trova spazio nel trattamento dei disturbi dell’interazione intestino-cervello, non soltanto nella sindrome dell’intestino irritabile, ma anche nei due principali fenotipi della dispepsia funzionale: la sindrome da dolore epigastrico e la sindrome da distress post-prandiale. William Fusco, gastroenterologo del Policlinico Gemelli di Roma, illustra il posizionamento di questa opzione terapeutica nelle linee guida e i criteri che possono orientare la scelta del clinico.

Nella sindrome da distress post-prandiale, caratterizzata soprattutto da ripienezza precoce e alterazioni della motilità gastrica, il trattamento può indirizzarsi più facilmente verso un procinetico. Nella sindrome da dolore epigastrico, invece, la scelta di prima linea si concentra principalmente tra inibitori di pompa protonica e preparati a base di menta piperita, entrambi supportati da evidenze di efficacia.

A fare la differenza può essere soprattutto il profilo di sicurezza, in particolare quando si prospetta un trattamento prolungato. L’impiego cronico degli inibitori di pompa protonica può infatti associarsi ad alterazioni nell’assorbimento di alcuni micronutrienti e a modificazioni del microbiota intestinale. L’olio di menta piperita rappresenta quindi una possibile alternativa per il controllo dei sintomi dispeptici, grazie alla buona tollerabilità e al limitato impatto sull’equilibrio del microbiota.

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