Sindrome dell’intestino irritabile: l’esercizio fisico riduce i sintomi e può modulare il microbiota

L’attività fisica regolare rappresenta un intervento importante nella gestione dei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. Andrea Costantino, gastroenterologo del Policlinico di Milano, sottolinea come diversi studi clinici randomizzati abbiano associato l’esercizio costante a una riduzione dei principali disturbi intestinali, tra cui alterazioni della motilità, variazioni della consistenza delle feci, meteorismo e dolore addominale.

Uno studio condotto dal suo gruppo ha inoltre valutato l’efficacia di uno strumento digitale per promuovere e monitorare l’attività fisica. Il suo utilizzo ha favorito un incremento del livello di esercizio svolto dai pazienti e una riduzione significativa della gravità dei sintomi, misurata attraverso specifici questionari clinici. Questi risultati suggeriscono che la prescrizione dell’attività fisica dovrebbe essere considerata parte integrante di un approccio terapeutico personalizzato alla sindrome dell’intestino irritabile.

La ricerca ha analizzato anche le possibili modificazioni del microbiota intestinale mediante metagenomica. Pur non rilevando variazioni significative dell’alfa-diversità, sono emersi cambiamenti nella beta-diversità e nell’abbondanza di alcuni gruppi batterici. L’esercizio fisico potrebbe quindi esercitare i propri benefici non soltanto migliorando motilità e sensibilità viscerale, ma anche contribuendo a riequilibrare alcune alterazioni microbiche osservate nei pazienti con IBS.

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