Diabete gestazionale: individuare le donne a rischio analizzando il microbiota intestinale

I risultati di un recente studio suggeriscono che biomarcatori, come la composizione del microbiota intestinale, potranno aiutare a sviluppare approcci diagnostici e terapeutici per il diabete gestazionale.
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Diabete gestazionale: individuare le donne a rischio analizzando il microbiota intestinale

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Stato dell’arte
L’incidenza del diabete gestazionale sta aumentando in tutto il mondo. È quindi sempre più importante diagnosticare precocemente questa condizione e ridurre le complicanze per madri e neonati. Sebbene le alterazioni del microbiota intestinale siano state associate al diabete di tipo 2, non è ancora chiaro come i batteri intestinali possano contribuire allo sviluppo della forma gestazionale.

Cosa aggiunge questa ricerca
I ricercatori hanno analizzato il microbiota intestinale e i suoi metaboliti, nonché le molecole infiammatorie, la dieta e le cartelle cliniche di quasi 400 donne durante il primo trimestre di gravidanza. Il team ha scoperto che le donne che hanno sviluppato il diabete gestazionale erano caratterizzate da un aumento dei livelli di molecole infiammatorie, una diminuzione degli acidi grassi a catena corta fecali e da alterazioni del microbiota. Il trasferimento di microbi intestinali dalle donne con diabete gestazionale a topi germ-free ha causato nei roditori lo sviluppo di infiammazione e insulino-resistenza.

Conclusioni
I risultati suggeriscono che biomarcatori, come la composizione del microbiota intestinale, potranno aiutare a sviluppare approcci diagnostici e terapeutici per il diabete gestazionale.

Negli ultimi 30 anni il diabete gestazionale è diventato un problema sempre più frequente nelle donne in gravidanza. 

Di recente, un gruppo di ricercatori ha individuato una firma microbica che può aiutare a identificare le donne a rischio di sviluppare questa condizione. 

I risultati, pubblicati su Gut Microbiota, suggeriscono che biomarcatori come la composizione del microbiota intestinale potranno aiutare a sviluppare approcci diagnostici e terapeutici per il diabete gestazionale. 

Diagnosi precoce per ridurre le complicanze

Identificare questa condizione all’inizio della gravidanza può ridurre il rischio di complicanze per madri e neonati. 

Sebbene in diversi studi pubblicati negli ultimi anni, le alterazioni del microbiota intestinale siano state associate al diabete di tipo 2, non è stato ancora dimostrato se e come i batteri intestinali potessero contribuire allo sviluppo della forma gestazionale. 

Per rispondere questa domanda, Omry Koren della Bar-Ilan University e i suoi colleghi hanno analizzato il microbiota intestinale e i suoi metaboliti, nonché le molecole infiammatorie, la dieta e le cartelle cliniche di quasi 400 donne durante il primo trimestre della gravidanza

La firma microbica del diabete gestazionale 

Dai dati ottenuti è emerso che circa il 10% delle partecipanti allo studio ha sviluppato il diabete gestazionale

Queste donne hanno mostrato, rispetto ai controlli sani, un aumento dei livelli delle citochine, una diminuzione degli acidi grassi a catena corta fecali e alterazioni del microbiota intestinale, inclusi livelli più bassi di Prevotella

Il trasferimento di microbi intestinali dalle donne con diabete gestazionale a topi germ-free ha inoltre provocato nei roditori lo sviluppo di infiammazione e insulino-resistenza e la riduzione dei livelli di Prevotella, così come era stato osservato nelle partecipanti allo studio.

Alla ricerca di biomarker “omici”

Successivamente, per identificare le donne a rischio di diabete gestazionale, i ricercatori hanno costruito un modello di machine-learning basato sulle informazioni raccolte nel primo trimestre di gravidanza riguardo la composizione del microbiota, il profilo delle citochine, le cartelle cliniche e le informazioni sulla dieta. 

I dati relativi alle cartelle cliniche e alla composizione del microbiota intestinale sono risultati quelli più accurati per prevedere il diabete gestazionale. 

Il team ha quindi convalidato il potere predittivo del loro modello su un gruppo di 98 donne con diabete gestazionale che ha partecipato a uno studio condotto in Cina. 

«Utilizzando una combinazione di strumenti “omici”, abbiamo identificato già nel primo trimestre di gravidanza alcuni biomarcatori dell’insorgenza del diabete gestazionale, tra cui i livelli degli acidi grassi a catena corta fecali» concludono i ricercatori.

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