Precedenti studi hanno dimostrato un’associazione fra la composizione del microbioma vaginale e il rischio di parto prematuro, ma solo nella popolazione di etnia caucasica. Ora questa osservazione è stata estesa anche alla popolazione afro-americana, grazie a uno studio condotto alla Washington University di St. Louis, negli Stati Uniti.

La correlazione tra infezioni vaginali e parto pretermine, ovvero prima della 37ª settimana di gestazione, è da decenni oggetto di studio, senza però che ne sia stato mai dimostrato un rapporto causa-effetto.

L’avvento delle più recenti tecniche di sequenziamento genico dell’RNA ribosomiale 16S (next generation sequencing) ha recentemente permesso di individuare importanti differenze nella composizione del microbioma vaginale tra le singole etnie: le donne di origine afro-americana o ispanica, per esempio, a livello vaginale presentano una comunità batterica in cui, a differenza di quanto avviene nella norma, non predominano i lattobacilli.

Altri studi hanno invece messo in evidenza differenze fra il microbiota vaginale delle donne in dolce attesa rispetto a quelle non in gravidanza, portando così a ipotizzare che, fisiologicamente, la gestazione sia in grado di modificare la composizione microbica dell’ambiente vaginale.

Sulla base di queste evidenze, i ricercatori della Washington University hanno deciso di valutare se, nella popolazione afro-americana, il parto pretermine sia o meno associato a specifiche modificazioni del microbioma vaginale.

Gli autori dello studio hanno quindi eseguito su 77 donne in gravidanza (il 69% delle quali di origine afro-americana) 149 tamponi vaginali nell’arco dei 9 mesi. Dalla loro analisi è risultato che la composizione del microbioma vaginale delle donne che hanno partorito a termine è rimasto stabile nel tempo, mentre nelle donne che hanno dato alla luce il proprio figlio prima della 37ª settimana è stata osservata una significativa diminuzione della ricchezza, della diversità e dell’uniformità della popolazione batterica vaginale.

Inoltre, sembra che i cambiamenti nel microbioma delle donne che hanno partorito prima del termine siano avvenuti già tra il primo e il secondo trimestre, il che suggerisce l’importanza che i primi mesi di gravidanza hanno nel determinare la probabilità che il parto avvenga o meno a termine.

Nel complesso, i risultati dello studio dimostrano quindi che, in donne di origine afro-americana, il rischio di partorire prematuramente è associato a una ridotta ricchezza e diversità del microbioma vaginale, che si osservano già nei primi mesi di gravidanza.