L’autismo è una condizione complessa che colpisce lo sviluppo del cervello ed è spesso collegata a problemi gastrointestinali. Un nuovo studio ha scoperto che la riduzione dei livelli di espressione nelle cellule intestinali di un gene legato all’autismo ha portato a deficit sociali e squilibri nella segnalazione cerebrale. Il trattamento con il probiotico Lactobacillus murinus ha però migliorato il comportamento sociale e ha ripristinato parzialmente la funzione intestinale e cerebrale.
I risultati, pubblicati su Cell Genomics, suggeriscono che i probiotici potrebbero aiutare a curare alcune forme di autismo.
Lactobacillus murinus
«Un crescente numero di studi sottolinea gli effetti neuroprotettivi di L. murinus, inclusa la sua capacità di mitigare la depressione, la neuroinfiammazione e i disturbi correlati allo stress», affermano i ricercatori. «Se si considerano nel loro insieme questi studi sottolineano il ruolo fondamentale di L. murinus nella regolazione della funzione e del comportamento cerebrale attraverso pathway mediati dal microbiota intestinale».
Ricerche precedenti hanno dimostrato che molti geni legati all’autismo sono attivi nel tratto gastrointestinale e che i batteri intestinali possono influenzare la funzione cerebrale attraverso l’asse intestino–microbiota-cervello. Tuttavia, i meccanismi attraverso i quali i microbi intestinali potrebbero influenzare le condizioni neuronali non sono ancora del tutto chiari.
I ricercatori guidati da Peifeng Ji della Chinese Academy of Sciences di Pechino, in Cina, hanno utilizzato un modello murino di autismo per studiare come alterazioni nell’espressione di CHD8, un gene legato alla condizione, influenzano sia l’intestino che il cervello.
Funzioni cerebrali
In uno studio precedente, il team ha scoperto che i topi con livelli di espressione più bassi di CHD8 nel cervello mostrano comportamenti simili all’autismo, come ansia e difficoltà di apprendimento. I ricercatori hanno quindi deciso di analizzare i topi mutanti CHD8 a un livello cellulare dettagliato, osservando alterazioni nello sviluppo cerebrale come un’espressione genica alterata, un’infiammazione aumentata e livelli più elevati di morte cellulare programmata, in particolare nella corteccia cerebrale, una regione del cervello coinvolta nella cognizione e nella memoria.
I ricercatori hanno anche scoperto che CHD8 è fondamentale per lo sviluppo intestinale, poiché i topi che ne sono privi presentano un’eccessiva proliferazione cellulare e una disfunzione del sistema immunitario che compromettono la funzione intestinale.
Asse intestino-microbiota-cervello
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che topi privi di CHD8 nelle cellule intestinali mostravano anche difficoltà sociali e squilibri nella segnalazione cerebrale. Tuttavia, il team ha scoperto che il trattamento degli animali con L. murinus ha migliorato il comportamento sociale e ha parzialmente ripristinato le alterazioni intestinali e cerebrali.
Inoltre, dai dati ottenuti è emerso che L. murinus è in grado di influenzare i principali pathway neuronali e di ridurre l’infiammazione sia nell’intestino che nel cervello. Ciò suggerisce che L. murinus può svolgere un ruolo cruciale nella regolazione dei tratti correlati all’autismo attraverso l’asse intestino-microbiota-cervello, probabilmente interagendo con il sistema nervoso e riducendo l’infiammazione intestinale.
«Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche sull’asse intestino-microbiota-cervello per chiarire i meccanismi esatti, i risultati supportano fortemente il ruolo di L. murinus nel modulare l’asse intestino-cervello e nell’alleviare i sintomi correlati all’autismo» concludono gli autori.
