Nuovo studio scopre correlazione tra diversità microbica e resistenza agli antibiotici

I risultati aiutano a comprendere la complessità genetica del microbiota intestinale umano e le sue implicazioni per la salute dell’ospite.
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Nuovo studio scopre correlazione tra diversità microbica e resistenza agli antibiotici

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Stato dell'arte

Gli squilibri nel microbiota intestinale possono causare molti problemi di salute, tra cui condizioni infiammatorie, metaboliche e neurologiche. I batteri appartenenti alla stessa specie hanno una somiglianza genetica del 95%, ma i singoli ceppi possono mostrare diversi gradi di patogenicità a causa di mutazioni e trasferimenti genici tra microbi. Le analisi dei pangenomi, ovvero l’insieme di tutti i geni dei ceppi appartenenti alla stessa specie, forniscono una visione più completa del microbiota intestinale rispetto agli studi tradizionali.

Cosa aggiunge questa ricerca

I ricercatori hanno analizzato oltre 240.000 sequenze genomiche da 728 specie microbiche presenti nell’intestino umano, creando dei pangenomi per ciascuna specie. Il team ha categorizzato i geni in tre gruppi, tra cui i geni principali, che sono essenziali per le funzioni di base, e i geni cloud, che consentono ai batteri di adattarsi ai cambiamenti ambientali. L’analisi ha inoltre rivelato oltre 6.000 geni di resistenza agli antibiotici, in particolare nella famiglia dei Proteobacteria, la maggior parte dei quali sono risultati essere geni cloud. Infine, in Akkermansia muciniphila sono stati identificati specifici geni correlati a caratteristiche dell’ospite, come età e sesso, che possono influenzare lo stato di salute.

Conclusioni

I risultati contribuiscono a migliorare la nostra comprensione della complessità genetica del microbiota intestinale umano e delle sue implicazioni per la salute dell’ospite.

In questo articolo

Gli squilibri nel microbiota intestinale possono causare molti problemi di salute, tra cui condizioni infiammatorie, metaboliche e neurologiche. 

I risultati di un recente studio, pubblicato su Cell Host & Microbe, contribuiscono a migliorare la nostra comprensione della complessità genetica del microbiota intestinale umano e delle sue implicazioni per la salute dell’ospite. 

Lo studio evidenzia anche la necessità di ulteriori ricerche sulla resistenza agli antibiotici e sui trattamenti personalizzati basati sulla composizione del microbiota in quanto, sebbene i batteri appartenenti alla stessa specie abbiano una somiglianza genetica del 95%, i singoli ceppi possono mostrare vari gradi di patogenicità. 

Questa diversità deriva da mutazioni e trasferimento genico tra microbi. Le analisi dei pangenomi, ovvero l’insieme di tutti i geni dei ceppi appartenenti alla stessa specie, forniscono una visione più completa del microbiota intestinale rispetto agli studi tradizionali.

I ricercatori guidati da Saar Shoer del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, hanno quindi analizzato oltre 240.000 sequenze genomiche da 728 specie microbiche presenti nell’intestino umano, creando pangenomi per ogni specie.

Variabilità microbica

I ricercatori hanno osservato un’elevata diversità genetica all’interno delle specie batteriche, il che suggerisce la capacità del microbiota intestinale di adattarsi ai cambiamenti ambientali. 

L’analisi ha anche rivelato che i microbi intestinali possono svolgere un’ampia varietà di funzioni, contribuendo alla salute umana in generale.

Il team ha categorizzato i geni in tre gruppi: 

  • core genes, che sono essenziali per le funzioni di base
  • shell genes, che compaiono in alcuni ma non in tutti i ceppi
  • cloud genes, che si trovano in pochissimi ceppi e consentono ai batteri di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

I ricercatori hanno inoltre identificato più di 6.000 geni di resistenza agli antibiotici, molti dei quali conferivano resistenza a più tipi di antibiotici. Alcune specie batteriche, in particolare quelle appartenenti alla famiglia dei Proteobacteria, sono risultate resistenti a più di 20 antibiotici diversi. 

La maggior parte dei geni di resistenza appartenevano alla categoria dei cloud genes, il che suggerisce la loro capacità di diffondersi tra le popolazioni batteriche, probabilmente a causa dell’uso eccessivo di antibiotici.

Trattamenti personalizzati

Lo studio ha anche esplorato come la composizione genetica dei batteri intestinali interagisce con caratteristiche dell’ospite come età e sesso

Alcuni ceppi batterici sono risultati più comuni nelle persone di specifiche fasce d’età, mentre i ceppi di cinque specie sono risultati correlati al sesso dell’ospite.

Ad esempio, in Akkermansia muciniphila, alcuni geni erano associati a ospiti più giovani o più anziani, mentre altri sono risultati correlati al sesso dell’ospite, suggerendo la potenziale capacità del microbiota intestinale di influenzare esiti di salute specifici per sesso.

I risultati favoriscono quindi lo sviluppo di nuovi trattamenti personalizzati basati sulla composizione del microbiota. 

Tuttavia, la minaccia dei batteri resistenti agli antibiotici richiede lo sviluppo di nuovi approcci antimicrobici: «La prevalenza di geni di resistenza agli antibiotici sottolinea la necessità di un monitoraggio attento e di strategie di trattamento innovative» concludono i ricercatori.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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