Prematuri: disbiosi intestinale dei neonati potrebbe condizionare lo sviluppo cerebrale

Uno studio ha rivelato un collegamento tra la composizione del microbiota intestinale e la struttura cerebrale nei neonati prematuri, suggerendo che specifici batteri e i loro metaboliti possono influenzare lo sviluppo neurologico.
CONDIVIDI →

Prematuri: disbiosi intestinale dei neonati potrebbe condizionare lo sviluppo cerebrale

CONDIVIDI →
Stato dell'arte

La nascita prematura, che colpisce il 10% dei neonati in tutto il mondo, aumenta il rischio di uno sviluppo cerebrale inadeguato, che può portare a paralisi cerebrale, autismo e difficoltà cognitive. Ricerche precedenti hanno suggerito che il microbiota intestinale può influenzare lo sviluppo del cervello; inoltre, è stato osservato che i neonati prematuri hanno un microbiota alterato, con meno batteri benefici come Bifidobacterium e livelli maggiori di quelli dannosi rispetto ai neonati nati a termine. Tuttavia, non è stato ancora chiarito il ruolo del microbiota nello sviluppo del cervello nei neonati prematuri.

Cosa aggiunge questa ricerca

Analizzando il microbiota intestinale di 147 neonati, i ricercatori hanno osservato alterazioni nella composizione del microbiota intestinale nei bambini nati prima delle 32 settimane di gestazione. I cambiamenti sono stati influenzati da fattori tra cui la modalità di parto e l’esposizione agli antibiotici. Batteri come Escherichia/Shigella, Klebsiella e Veillonella sono stati collegati a variazioni nella microstruttura cerebrale, mentre l’abbondanza di Bifidobacterium è stata correlata a un migliore sviluppo cerebrale.

Conclusioni

I risultati suggeriscono che il microbiota intestinale influenza lo sviluppo cerebrale nei neonati prematuri, evidenziando così potenziali opportunità terapeutiche.

In questo articolo

La nascita prematura, che colpisce il 10% dei neonati in tutto il mondo, aumenta il rischio di uno sviluppo cerebrale inadeguato, che può portare a paralisi cerebrale, autismo e difficoltà cognitive. Di recente, uno studio ha rivelato un collegamento tra la composizione del microbiota intestinale e la struttura cerebrale nei neonati prematuri, suggerendo che specifici batteri e i loro metaboliti possono influenzare lo sviluppo neurologico.

I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, evidenziano quindi la possibilità di mettere a punto potenziali opportunità terapeutiche.

Precedenti ricerche hanno suggerito che i microbi intestinali possono influenzare lo sviluppo del cervello; inoltre, è stato osservato che i neonati prematuri hanno un microbiota alterato, con meno batteri benefici come Bifidobacterium e livelli maggiori di microbi dannosi rispetto ai neonati nati a termine. Tuttavia, il collegamento tra microbi intestinali e sviluppo neurologico nei neonati prematuri non è ancora chiaro.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori guidati da Kadi Vaher della University of Edinburgh hanno analizzato il microbiota intestinale di 147 neonati, inclusi bambini prematuri.

Cambiamenti microbici

I ricercatori hanno scoperto che alla nascita il microbiota intestinale dei neonati prematuri è caratterizzato da una minore diversità. Durante il periodo di ricovero in Unità di terapia intensiva neonatale (UTIN), la sua composizione però cambia, con un aumento della diversità.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che la composizione del microbiota intestinale nei neonati prematuri viene influenzata da molti fattori, tra cui la modalità di parto, il peso alla nascita e l’esposizione agli antibiotici.

Il team ha anche identificato associazioni tra la composizione del microbiota intestinale e caratteristiche specifiche nelle scansioni cerebrali dei neonati prematuri, con batteri come Escherichia/Shigella, Klebsiella e Veillonella che sono risultati correlati a variazioni nella microstruttura del cervello.

Valutazione dello sviluppo neurologico

L’analisi ha anche rivelato che alcuni pathway metabolici microbici, come quelli che coinvolgono triptofano, propionato e glutammato, sono collegati a marcatori dello sviluppo cerebrale nei neonati prematuri. In particolare, è stato osservato che batteri come Escherichia coli, Klebsiella e Bifidobacterium svolgono ruoli chiave in queste interazioni intestino-cervello.

I risultati suggeriscono quindi che il microbiota intestinale può influenzare lo sviluppo cerebrale nei neonati prematuri, ma sono necessari ulteriori studi per confermare queste connessioni ed esplorare potenziali applicazioni terapeutiche, come i probiotici, per supportare lo sviluppo neurologico.

«I nostri dati indicano che la valutazione dello sviluppo neurologico dovrebbe essere incorporata in studi futuri sulla sicurezza e l’efficacia dei probiotici nei neonati prematuri», concludono gli autori dello studio.

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

Potrebbe interessarti

Oppure effettua il login