La bronchiectasia è una malattia polmonare cronica che causa infiammazione, eccessiva produzione di muco e danni polmonari. Recenti ricerche suggeriscono che i batteri intestinali, in particolare Eggerthella lenta, potrebbero svolgere un ruolo in questa patologia producendo un composto che indebolisce le cellule immunitarie e peggiora l’infezione.
I risultati, pubblicati su Science Translational Medicine, suggeriscono che colpire E. lenta o potenziare la funzione dei neutrofili potrebbero rappresentare nuove strategie terapeutiche per la bronchiectasia e le malattie polmonari correlate.
Infezioni da Pseudomonas aeruginosa e bronchiectasia
Precedenti studi hanno dimostrato che l’infezione da Pseudomonas aeruginosa è una delle principali cause del peggioramento dei sintomi della bronchiectasia. Tuttavia, mentre i trattamenti che prendono di mira le infezioni da Pseudomonas possono aiutare i pazienti, altri fattori, tra cui i batteri intestinali e il sistema immunitario, possono giocare un ruolo nel decorso della malattia.
Per esplorare il legame tra il microbiota intestinale e la bronchiectasia, i ricercatori guidati da Le-Le Wang della Tongji University di Shanghai, in Cina, hanno analizzato campioni di sangue e di feci di 41 persone affette dalla patologia e di 29 individui sani. Il team ha anche eseguito trapianti di microbiota fecale nei topi.
Peggioramento dell’infezione
I ricercatori hanno somministrato ai topi antibiotici per eliminare la flora batterica intestinale, per poi eseguire un trapianto fecale da persone affette da bronchiectasia o da donatori sani. I topi sono stati poi infettati a livello polmonare con Pseudomonas aeruginosa.
Gli animali che hanno ricevuto feci da pazienti affetti da bronchiectasia hanno mostrato infezioni polmonari più gravi, maggiori danni polmonari e risposte immunitarie più forti rispetto a quelli che hanno ricevuto feci da donatori sani.
Questi dati suggeriscono che i batteri intestinali possono peggiorare le infezioni polmonari in caso di bronchiectasia.
Inoltre, i ricercatori hanno osservato che le persone affette da bronchiectasia presentano nell’intestino una maggiore quantità di batteri “cattivi” in particolare Eggerthella lenta. I livelli di E. lenta sono risultati maggiori nei pazienti con una forma più grave della malattia e sono associati a un aumento dei livelli di Pseudomonas aeruginosa nei polmoni.
Cellule immunitarie sotto i riflettori
Per testare l’ipotesi che E. lenta possa peggiorare le infezioni, i ricercatori hanno somministrato il batterio ai topi prima di infettarli con P. aeruginosa. Dai dati ottenuti è emerso che questi topi presentavano danni polmonari più gravi, maggiori livelli di batteri e un’infiammazione più elevata.
Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che E. lenta produce un composto, denominato TUDCA, che indebolisce la funzione dei neutrofili, peggiorando le infezioni polmonari. Tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che il trattamento dei neutrofili con metformina ha ripristinato la loro capacità di uccidere i batteri.
I risultati suggeriscono dunque un legame tra intestino e polmoni, ma sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere come E. lenta produca TUDCA e come la metformina contribuisca al trattamento delle infezioni.
