Prebiotici dopo trapianto di staminali potrebbero migliorare gli esiti clinici

L’arricchimento della nutrizione enterale (NE) con fibre prebiotiche potrebbe essere necessario per migliorare gli esiti clinici e la diversità del microbiota di pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT). 

A dimostrarlo è uno studio pilota, pubblicato su Blood Advances, che ha indagato l’impatto della nutrizione enterale post-trapianto di cellule staminali ematopoietiche con e senza arricchimento di fibre prebiotiche. Confrontando le due tipologie di nutrizione, gli autori hanno valutato la tolleranza, i parametri clinici e i cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale, evidenziando la potenziale utilità di strategie dietetiche per supportare il recupero del paziente e la salute del microbiota dopo l’HSCT.

Disbiosi dopo trapianto di staminali

Precedenti studi hanno dimostrato che durante il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, la disbiosi del microbiota gastrointestinale può essere causata da fattori come il condizionamento pre-HSCT e la somministrazione di antibiotici. La diversità microbica post-HSCT diminuisce, con conseguente aumento del rischio di complicanze polmonari e infezioni del torrente circolatorio. Inoltre, il microbiota intestinale può anche fungere da serbatoio per microbi resistenti agli antibiotici. 

Le fibre prebiotiche, in particolare l’inulina, influenzano direttamente il microbiota e sono associate a una maggiore diversità microbica. Tuttavia, non esiste un consenso unanime sulla formula di NE ottimale per i pazienti sottoposti a HSCT.

Effetto di inulina post trapianto

Per colmare questa lacuna di conoscenza, i ricercatori hanno raccolto dai partecipanti allo studio campioni di feci all’inizio dello studio e al peri-attecchimento (5 giorni prima e dopo il trapianto di cellule staminali) e li hanno analizzati tramite sequenziamento metagenomico per valutare i cambiamenti nel microbiota intestinale. La formulazione di NE arricchita con prebiotici post-trapianto (n=20 pazienti) ha aumentato significativamente l’assunzione giornaliera di fibre: 22 g al giorno rispetto ai soli 4 g del gruppo in terapia standard (n=10).

Entrambe le formule di NE sono risultate altamente tollerate, con solo il 20% (n=2) e il 15% (n=3) dei pazienti sottoposti rispettivamente a NE standard o arricchita con fibre prebiotiche che hanno dovuto far ricorso a nutrizione parenterale.

Inoltre, sebbene entrambi i gruppi abbiano registrato una riduzione della diversità microbica, sono stati rilevati alcuni cambiamenti a livello di genere e specie. In particolare, l’abbondanza di Lactobacillus genus, Lactobacillus paracasei e Lactobacillus rhamnosus è aumentata significativamente nel gruppo sottoposto a NE arricchita con fibre prebiotiche, rimanendo invece invariata nel gruppo standard. Al contrario, l’abbondanza relativa di Faecalicatena gnavus è diminuita nel primo e aumentata nel secondo.

Ulteriori analisi hanno rivelato che l’espressione dei geni MetaCyc per la resistenza agli antibiotici, inclusi i geni di resistenza a vancomicina, β-lattamici e linezolid, è risultata significativamente ridotta dopo l’alimentazione con NE arricchita con fibre prebiotiche, che ha anche determinato una significativa sovraregolazione dei pathway di degradazione dell’alcol e della biosintesi degli acidi grassi e dei lipidi. Per quanto riguarda l’analisi delle feci, nonostante alcune variazioni nei livelli di acidi grassi a catena corta (SCFA) prima e dopo la somministrazione della nutrizione enterale e tra i due gruppi i pazienti, sono state osservate anche alterazioni significative nel contenuto di etanolo, più elevato nel gruppo sottoposto a NE standard, mentre le analisi sieriche hanno mostrato bassi livelli di SCFA e l’assenza di altri metaboliti correlati.

Infine, durante tutto lo studio, non sono state riscontrate differenze significative nei livelli di citochine (IL-2, IL-4, TNF, GM-CSF o interferone gamma). Tuttavia, un leggero aumento di IL-6 e una moderata diminuzione di IL-10 sono stati osservati nel gruppo sottoposto a NE arricchita con fibre prebiotiche.

Conclusioni

Questo studio pilota dimostra che una formula di NE arricchita in fibre prebiotiche ha una tollerabilità equivalente a una formula standard per pazienti adulti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT). 

Inoltre, la somministrazione di NE arricchita è risultata associata a una maggiore abbondanza di alcune specie di Lactobacillus produttrici di SCFA, a variazioni nell’abbondanza di Faecalicatena gnavus, a una riduzione dell’espressione dei geni di resistenza agli antibiotici e ad alterazioni nel contenuto di metaboliti fecali e nei livelli sierici di citochine» concludono gli autori dello studio.

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