Anemia falciforme: possibile ruolo di Akkermansia muciniphila nel controllo del dolore cronico 

L’anemia falciforme è una malattia ereditaria del sangue che causa dolore cronico. La sua causa non è ancora chiara e i trattamenti efficaci contro il dolore sono tuttora limitati. Un recente studio sui topi ha dimostrato che il dolore cronico associato a questa condizione potrebbe essere causato da squilibri nel microbiota intestinale che portano a un aumento dei livelli di bilirubina, che a sua volta sovrastimola le cellule nervose deputate alla percezione del dolore.

I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, suggeriscono che il ripristino dei corretti livelli di batteri intestinali benefici potrebbe rappresentare una nuova strategia terapeutica per il dolore cronico nei pazienti con anemia falciforme.

Precedenti studi hanno dimostrato che le persone affette da questa malattia sono caratterizzate da alterazioni nella composizione del microbiota intestinale. È stato inoltre ipotizzato che la causa sia da ricercare nel danno causato dai globuli rossi falciformi. Tuttavia, non è chiaro se il dolore cronico tipico dell’anemia falciforme possa essere direttamente causato da fattori intestinali.

Per rispondere a questa domanda, Amanda Brandow del Medical College of Wisconsin di Milwauke e i suoi colleghi hanno deciso di studiare come i batteri intestinali contribuiscano al dolore cronico nei topi affetti da questo disturbo.

Il ruolo di Akkermansia muciniphila

I ricercatori hanno osservato che, rispetto ai topi sani, quelli con anemia falciforme presentano livelli inferiori di Akkermansia muciniphila, un batterio noto per favorire la salute intestinale. La somministrazione di questo batterio ai topi con questa condizione ha alleviato diverse tipologie di dolore

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che il trapianto fecale da topi con anemia falciforme a topi sani causa in questi ultimi la comparsa di sintomi dolorosi che sembrano associati a un’aumentata attività nelle cellule nervose che collegano l’intestino al cervello attraverso il nervo vago. 

I ricercatori hanno infine osservato che i livelli di alcuni sottoprodotti chimici della degradazione dei globuli rossi, come la biliverdina e la bilirubina, sono molto più elevati nelle feci dei topi affetti da anemia falciforme.

Gestione del dolore

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che la somministrazione di bilirubina a topi sani causa sintomi dolorosi e una maggiore eccitabilità di alcune cellule nervose collegate all’intestino. Inoltre, dai dati ottenuti è emerso che la bilirubina attiva questi nervi intestinali legandosi ai recettori TRPM2 di specifici canali ionici e che il blocco farmacologico di questi canali riduce il dolore sia nei topi malati sia nei topi sani trattati con batteri intestinali di animali affetti da anemia falciforme.

I ricercatori hanno scoperto che le persone affette da questa condizione presentano livelli elevati di bilirubina nel sangue e una minore quantità di batteri intestinali che la processano. Questi dati suggeriscono che livelli di bilirubina insolitamente elevati nei pazienti affetti da anemia falciforme potrebbero sovrastimolare le vie nervose deputate alla percezione del dolore.

I risultati ottenuti potrebbero dunque aprire la strada a nuove strategie terapeutiche per aiutare a gestire il dolore cronico nei pazienti con anemia falciforme. «Saranno però necessari ulteriori studi per determinare l’efficacia di terapie farmacologiche o probiotiche per ridurre i livelli di bilirubina gastrointestinale» concludono gli autori dello studio.

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