Tumori maschili e femminili ospitano microbi diversi: possibili effetti su prognosi e terapie

Uomini e donne spesso si differenziano per il rischio di sviluppare tumori, per la loro progressione, per gli effetti collaterali delle terapie e per la sopravvivenza. Un recente studio ha dimostrato che i microbi presenti all’interno dei tumori differiscono tra uomini e donne e potrebbero contribuire a spiegare gli esiti delle terapie.

I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, suggeriscono che i microbi tumorali potrebbero in futuro essere utilizzati per prevedere la prognosi dei pazienti e personalizzare le terapie oncologiche.

Precedenti studi hanno dimostrato che alcune delle differenze di genere che determinano differenze nel rischio e nella progressione del cancro sono legate a ormoni, metabolismo e stile di vita, ma il loro ruolo non è ancora del tutto chiaro. Inoltre, è stato osservato che i tumori contengono proprie comunità di microbi, che possono influenzare il modo in cui i tumori crescono, si diffondono e rispondono ai farmaci.

Per verificare se i microbi presenti all’interno dei tumori differiscono tra uomini e donne, i ricercatori guidati da Yuting Shan della University of Minnesota, a Minneapolis, hanno analizzato oltre 5.000 campioni tumorali provenienti da pazienti con cinque diverse tipologie di cancro.

Differenze di genere

Dalle analisi effettuate è emerso che la varietà di microbi presenti all’interno dei tumori non presenta grandi differenze tra uomini e donne, al contrario di specifici microbi. Alcuni batteri sono risultati infatti più comuni nei tumori maschili, altri in quelli femminili. Inoltre, le differenze riscontrate sono risultate dipendere dal tipo di cancro: ad esempio, alcuni funghi sono risultati più comuni nei tumori del colon-retto nelle donne, mentre il virus di Epstein-Barr nei tumori dello stomaco negli uomini.

Molti dei microbi identificati erano già stati collegati al cancro in studi precedenti: alcuni erano stati associati a una scarsa risposta ai farmaci, mentre altri alla crescita del tumore o a migliori risultati terapeutici.

I ricercatori hanno quindi condotto ulteriori analisi, dimostrando che la presenza di determinati microbi è correlata a importanti cambiamenti nell’espressione genica delle cellule tumorali e nell’ambiente immunitario circostante. Ad esempio, i microbi associati alle donne sono stati collegati a pathway coinvolti nella segnalazione ormonale e nella difesa immunitaria, mentre i microbi associati agli uomini tendevano a mostrare pattern opposti.

Esiti del cancro

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che i pazienti con tumori che contenevano il virus di Epstein-Barr tendevano a vivere più a lungo rispetto a quelli in cui era assente. Inoltre, esperimenti in vitro hanno dimostrato una maggiore sensibilità delle cellule tumorali dello stomaco contenenti il ​​virus a diversi farmaci chemioterapici comuni.

I ricercatori hanno poi scoperto che il batterio Capnocytophaga è più comune nei tumori della testa e del collo femminili e che alti livelli di questo batterio sono correlati a una maggiore sopravvivenza. Nei test di laboratorio, l’esposizione a sostanze prodotte dal batterio ha rallentato la crescita delle cellule tumorali e i tumori con una maggiore presenza di Capnocytophaga mostravano segni di un ambiente più infiammatorio, il che potrebbe contribuire a spiegare la migliore sopravvivenza osservata nei pazienti.

«Nel loro insieme, questi risultati rivelano un ruolo, differente tra i due sessi, del microbiota intratumorale, che è in grado di modellare i fenotipi tumorali e gli esiti della malattia, evidenziando la possibilità di utilizzare approcci oncologici guidati dal microbiota e sensibili al genere», affermano gli autori.

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