Nuove evidenze sul ruolo del butirrato nel controllo del peso

Un recente studio fornisce nuove prospettive sulla potenziale efficacia del butirrato come agente anti-obesità e sul suo impatto sul metabolismo e sulla salute. 
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Stato dell'arte

Studi preclinici hanno evidenziato l’efficacia della supplementazione di butirrato nella prevenzione dell’obesità dovuta all’alimentazione. Tuttavia, non era ancora stato chiarito se il butirrato possa influenzare in modo specifico l’orologio circadiano muscolare e come questo potesse impattare sull’obesità.

Cosa aggiunge questa ricerca

Questo studio ha dimostrato che, nei ratti, il butirrato agisce come inibitore delle istone deacetilasi (HDAC) nel tessuto muscolare, influenzando direttamente l’espressione dei geni dell’orologio circadiano muscolare, con implicazioni significative su metabolismo e peso corporeo. Inoltre, la supplementazione dietetica di butirrato previene efficacemente l’aumento di peso legato a una dieta ad alto contenuto di grassi e aumenta l’abbondanza di batteri benefici del genere Firmicutes.

Conclusioni

I risultati dello studio suggeriscono che il butirrato potrebbe essere una promettente strategia di trattamento per l’obesità e le condizioni metaboliche associate, grazie al suo impatto sulla metabolizzazione dei grassi e sul microbiota intestinale.

In questo articolo

Il butirrato, uno degli acidi grassi a catena corta (SCFA) prodotti dal microbiota intestinale, sta emergendo come un potente modulatore della salute metabolica. Un nuovo studio, condotto in Corea e pubblicato su The Journal of Nutritional Biochemistry, ha approfondito il ruolo del butirrato nella lotta contro l’obesità, esaminando in dettaglio gli effetti della supplementazione dietetica di butirrato sull’obesità indotta dalla dieta (DIO, diet-induced obesity), sul microbiota intestinale e sul tessuto muscolare.

Ruolo del butirrato nel metabolismo energetico

Gli acidi grassi a catena corta (SCFA), come acetato, propionato e butirrato, stanno emergendo come potenti attori nella modulazione del metabolismo. In particolare, il butirrato, oltre a essere una fonte energetica per le cellule intestinali, agisce anche come inibitore delle istone deacetilasi (HDAC), influenzando così l’espressione genica e il metabolismo. Inoltre, sono stati individuati collegamenti tra il butirrato e i ritmi circadiani, che regolano una vasta gamma di processi metabolici. 

Studi preclinici hanno evidenziato l’efficacia della supplementazione di butirrato nella prevenzione dell’obesità dovuta all’alimentazione, in quanto questo SCFA è in grado di agire sia sull’appetito sia sul metabolismo energetico

L’equilibrio del microbiota intestinale è cruciale per la salute metabolica umana e la dieta può influenzare direttamente la sua composizione, con un impatto anche sulla produzione di butirrato. Tuttavia, non è ancora chiaro come il butirrato, assunto attraverso la dieta, influenzi specificamente l’orologio circadiano muscolare e come questo possa impattare sull’obesità. 

Comprendere queste interazioni potrebbe rivelarsi fondamentale per sviluppare nuove strategie di prevenzione dell’obesità e per comprendere meglio i meccanismi che collegano la dieta, il microbiota intestinale e i ritmi circadiani muscolari.

I risultati dello studio coreano

Questo nuovo studio è stato condotto su ratti maschi, nutriti con una dieta ricca di grassi con o senza butirrato. In seguito, sono stati analizzati il ​​microbiota intestinale e il metaboloma sierico e sono stati esaminati i cambiamenti molecolari indotti dai due tipi di dieta. 

Dall’analisi è emerso che il butirrato agisce come inibitore delle istone deacetilasi (HDAC) nel tessuto muscolare, influenzando direttamente l’espressione dei geni dell’orologio circadiano muscolare. Questo ha importanti implicazioni per il controllo del metabolismo e del peso corporeo. Inoltre, è stato osservato che la supplementazione di butirrato nella dieta (come butirrato alimentare al 3%) ha aumentato l’assunzione di cibo e acqua nei ratti e ha efficacemente prevenuto l’aumento di peso associato a una dieta ad alto contenuto di grassi. Tuttavia, per i ricercatori è stato complesso determinare la concentrazione ottimale di butirrato nella dieta per ottenere questi benefici senza causare effetti indesiderati, come la perdita di appetito che si evidenzia utilizzando concentrazioni maggiori.

Una delle scoperte più significative dello studio è stata la correlazione tra l’assunzione di butirrato e le modifiche nella composizione del microbiota intestinale. È infatti emerso che la supplementazione di butirrato ha portato a un aumento dell’abbondanza di batteri del phylum Firmicutes, suggerendo un ruolo importante dei microbi intestinali nella risposta al butirrato e nei suoi effetti metabolici.

Infine, è stato osservato che il butirrato ha influenzato la metabolizzazione dei grassi nel fegato e nei tessuti adiposi, con potenziali implicazioni per la prevenzione dell’accumulo di grasso nel corpo. Questi risultati suggeriscono che l’integrazione di butirrato attraverso la dieta potrebbe rappresentare un potenziale trattamento per l’obesità e le malattie metaboliche correlate.

Conclusioni 

Questa ricerca fornisce nuove prospettive sulla potenziale efficacia del butirrato come agente anti-obesità e sul suo impatto sul metabolismo e sulla salute. 

I risultati dello studio suggeriscono che gli effetti del butirrato sono potenzialmente specifici per il muscolo scheletrico, il quale svolge un ruolo importante nel metabolismo energetico di tutto il corpo e il cui orologio circadiano regola i geni coinvolti in molteplici percorsi

Tuttavia, saranno necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno i meccanismi coinvolti e per determinare le migliori modalità di utilizzo del butirrato per ottenere benefici ottimali senza effetti indesiderati.

Roberta Altobelli
Science writer e medical writer freelance. Laureata in Biotecnologie Mediche presso l’Università Sapienza di Roma, ha conseguito un Master in Genetica Forense e un Master in Comunicazione della Scienza.

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