• Dieta mediterranea e rischio cardiovascolare
• Gli effetti positivi della dieta dipendono dal microbioma

Stato dell’arte
La dieta mediterranea, ricca di verdura, frutta, legumi, noci e grassi insaturi come l’olio d’oliva, è stata associata a un ridotto rischio di diverse malattie, comprese quelle che colpiscono il cuore e il sistema cardiovascolare. Rimane però da chiarire come il microbiota intestinale influenza l’interazione tra dieta e salute cardiometabolica.

Cosa aggiunge questo studio
I ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari e il microbiota intestinale di oltre 300 uomini sani. Dai dati ottenuti è risultato che gli individui che seguono una dieta mediterranea tendono ad avere un ridotto rischio di malattie cardiometaboliche e una diversa composizione del microbiota intestinale, con livelli più elevati di batteri come Faecalibacterium prausnitzii e Bacteroides cellulosilyticus, noti per metabolizzare la fibra alimentare. In questi individui sono stati riscontrati anche livelli più bassi di una specie batterica chiamata Prevotella copri e sembrano beneficiare maggiormente degli effetti positivi della dieta mediterranea sulle malattie cardiometaboliche.

Conclusioni
I risultati potrebbero fornire informazioni utili per mettere a punto approcci dietetici in grado di prevenire, modulando la composizione del microbiota intestinale, le malattia cardiometaboliche e per sviluppare piani nutrizionali personalizzati che tengano conto dei microbi intestinali di ogni singolo individuo.

La dieta mediterranea è stata associata a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che la composizione del microbiota intestinale potrebbe determinare se una persona trarrà beneficio dagli effetti di questa dieta.

I risultati, pubblicati su Nature Medicine, potrebbero fornire informazioni per mettere a punto approcci dietetici per prevenire le malattie cardiometaboliche attraverso alterazioni del microbiota intestinale. Inoltre, i dati ottenuti potrebbero supportare anche lo sviluppo di piani nutrizionali personalizzati che tengano conto dei microbi intestinali di ogni individuo.

La dieta mediterranea è ricca di verdura, frutta, legumi, noci e grassi insaturi come l’olio d’oliva e povera di carni rosse e cereali raffinati. La dieta è stata associata a un rischio ridotto di sviluppare diverse malattie, comprese quelle che colpiscono il cuore e il sistema cardiovascolare.

Per valutare come il microbiota intestinale influenza l’interazione tra dieta e salute cardiometabolica, Curtis Huttenhower dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health e i suoi colleghi hanno analizzato le abitudini alimentari e il microbiota intestinale di oltre 300 uomini sani.

Dieta mediterranea e rischio cardiovascolare

Ai partecipanti allo studio è stato chiesto di prelevare campioni di feci ogni sei mesi per due anni e di compilare un questionario sulla loro dieta.

Coloro che hanno seguito una dieta mediterranea tendevano ad avere una diversa composizione del microbiota intestinale, con livelli più elevati di batteri come Faecalibacterium prausnitzii e Bacteroides cellulosilyticus, noti per metabolizzare le fibre alimentari. 

Questi individui hanno anche mostrato meno segni distintivi del rischio di malattia, tra cui infiammazione e alti livelli di zucchero nel sangue.

Poiché la dieta mediterranea è principalmente a base vegetale, i ricercatori hanno scoperto funzioni microbiche associate alla degradazione delle fibre e degli acidi grassi a catena corta nell’intestino delle persone che hanno seguito tale dieta.

Gli effetti positivi della dieta dipendono dal microbioma

L’aderenza alla dieta mediterranea è stata anche associata a livelli più bassi di una specie batterica chiamata Prevotella copri. Le persone con livelli ridotti di P. copri sembrano beneficiare maggiormente degli effetti positivi della dieta mediterranea sulle malattie cardiometaboliche.

«Questa scoperta supporta l’ipotesi iniziale, seconda la quale gli interventi dietetici o le raccomandazioni per la prevenzione delle malattie cardiometaboliche potrebbero essere adattati al profilo microbico intestinale di ogni individuo», affermano i ricercatori.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per capire se altri fattori possano rendere alcune persone più propense a beneficiare degli effetti sulla salute della dieta mediterranea, lo studio fornisce informazioni sui meccanismi che sono alla base dell’interazione ospite-microbiota e su come ciò influenzi la gravità e la progressione delle malattie.