Infertilità maschile: sotto accusa specifici batteri nel liquido seminale

Più che una disbiosi globale, a fare la differenza potrebbero essere alcune specie chiave nel microbiota seminale.
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Stato dell'arte

Ad oggi, pochi studi hanno indagato il microbioma del liquido seminale e la sua relazione con la fertilità maschile.

Cosa aggiunge questa ricerca

Lo studio evidenzia che un gruppo piccolo, ma critico, di microrganismi, costituito da Lactobacillus iners e membri del genere Pseudomonas, potrebbe svolgere un ruolo importante nella fertilità maschile.

Conclusioni

Questa analisi esplorativa rivela nuove intuizioni che possono guidare future indagini atte a comprendere la complessa relazione tra il microbioma del liquido seminale e la fertilità maschile.

In questo articolo

L’infertilità maschile è una condizione abbastanza comune e, nonostante i progressi fatti nell’analisi del liquido seminale e nei test genetici, non è ancora del tutto compresa, tanto che nel 30% dei casi l’eziologia dei parametri anomali dello spermiogramma (semen analysis, SA) non è nota

Il ruolo fondamentale del microbiota umano nella salute e nelle malattie è ormai appurato e, recentemente, alcune ricerche si sono estese anche all’esplorazione del microbioma del liquido seminale e del suo potenziale ruolo nell’infertilità maschile. 

Ad oggi, pochi studi hanno indagato il microbioma del liquido seminale, e in un numero ancora più esiguo lo hanno analizzato in relazione alla fertilità; tra l’altro, tali studi presentano dei limiti dettati dalla loro natura superficiale e retrospettiva, e dalla scarsa numerosità del campione. 

Soltanto di recente sono emerse evidenze più forti, nonostante le dimensioni del campione siano ancora relativamente limitate; per esempio, uno studio ha analizzato il profilo tassonomico e funzionale del microbioma del liquido seminale di 32 uomini, evidenziando differenze nella diversità alfa e beta negli uomini sterili, rispetto ai controlli sani, e un’associazione diretta tra il genere Pseudomonas e il conteggio totale degli spermatozoi mobili. 

Un altro studio, con dimensione del campione simile, ha rilevato che gli uomini con azoospermia non ostruttiva presentano cambiamenti nella diversità beta del microbiota del liquido seminale e differenze tassonomiche associate, sempre rispetto ai controlli sani. 

Microbiota, liquido seminale e infertilità

Una recente ricerca pubblicata su Scientific reports ha approfondito il ruolo del microbiota nell’infertilità maschile e nelle alterazioni dei parametri dello spermiogramma. 

L’analisi ha incluso un totale di 73 individui, stratificati in tre gruppi definiti: gruppo 1, con concentrazione e motilità degli spermatozoi normale su SA rispetto ad almeno un’anomalia nella concentrazione o nella motilità degli spermatozoi su SA; gruppo 2, con motilità degli spermatozoi normale rispetto ad anormale; e gruppo 3, con concentrazione di spermatozoi normale rispetto ad anormale. Nei tre gruppi di confronto non vi erano differenze significative nell’età, nel BMI (Body Mass Index), nello stato di circoncisione, nel fumo o nell’assunzione di alcol.

L’analisi non ha riscontrato differenze significative nella diversità alfa o beta tra i gruppi esaminati. Indipendentemente dai raggruppamenti stratificati in SA, vi è stata una significativa sovrapposizione tra le specie più abbondantemente identificate; infatti, le prime cinque specie includevano sempre: Enterococcus faecalis, Corynebacterium tuberculostearicum, Lactobacillus iners, Staphylococcus epidermidis e Finegoldia magna.

In una sotto-analisi, il gruppo 1 di partecipanti con parametri SA normali ha mostrato una abbondanza minore di Peptoniphilus coxii (p = 0,0469) e maggiore di Staphylococcus hominis (p = 0,00335) rispetto ai partecipanti con una anomalia nella concentrazione o nella motilità degli spermatozoi. 

Nel gruppo 2 i partecipanti con motilità degli spermatozoi normale hanno mostrato una minore abbondanza di Lactobacillus iners (p = 0,0464) rispetto ai partecipanti con motilità anormale; infine, nel gruppo 3 i partecipanti con concentrazione di spermatozoi normale hanno mostrato un’abbondanza minore di Paraburkholderia phenazinium (p = 0,0247), Pseudomonas fluorescens (p = 0,0101) e Pseudomonas stutzeri (p = 0,0241), ed una maggiore di Pseudomonas putida (p = 0,00478), rispetto ai soggetti con concentrazione di spermatozoi anormale.

Conclusioni 

Gli Autori sottolineano che le modifiche ai parametri dello spermiogramma non riflettono o predicono necessariamente la fertilità o la sub-fertilità. I risultati dello studio suggeriscono che un piccolo gruppo di microrganismi svolge un ruolo critico nelle alterazioni osservate nei parametri SA.

In linea con alcuni studi precedenti, questa analisi rivela che il liquido seminale ospita un microbiota diverso, ma in gran parte coerente, i cui membri più rappresentati sono Enterococcus faecalis, Staphylococcus epidermidis, Corynebacterium tuberculostearicum e Lactobacillus iners.

Sorprendentemente, non è stata identificata alcuna differenza significativa nella diversità alfa o beta indipendentemente dalle classificazioni basate su SA, suggerendo che potrebbe non essere una disbiosi globale a contribuire alla subfertilità, ma bensì un cambiamento più sottile in alcune specie chiave

Prendendo in considerazione il volume, la concentrazione e la motilità degli spermatozoi, i Lactobacillus iners sono emersi come il più forte elemento di differenziazione tra soggetti con parametri SA normali rispetto agli anormali. 

È emerso, inoltre, che tre specie del genere Pseudomonas erano diversamente abbondanti nei gruppi stratificati in base alla concentrazione anomala e normale di spermatozoi; con Pseudomonas fluorescens e Pseudomonas stutzeri più abbondanti nei pazienti con concentrazioni anomale di spermatozoi, e Pseudomonas putida meno abbondante.  

I risultati dello studio evidenziano che un gruppo piccolo, ma critico, di microrganismi, costituito da Lactobacillus iners ed i membri del genere Pseudomonas, potrebbe svolgere un ruolo importante nella fertilità maschile. 

Questa analisi esplorativa rivela nuove intuizioni che possono guidare future indagini atte a comprendere la complessa relazione tra il microbioma del liquido seminale e la fertilità maschile.

Taschia Bertuccio

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