Amazzonia, il microbiota degli indigeni cambia già con i primi contatti con l’assistenza medica

Precedenti studi hanno dimostrato che lo stile di vita industrializzato è associato a cambiamenti nella composizione e nella diversità del microbiota intestinale, ma non sono stati ancora identificati i fattori scatenanti precoci di queste alterazioni. Una nuova ricerca suggerisce che il microbiota delle comunità indigene isolate inizia a modificarsi rapidamente dopo l’accesso alle cure mediche, ancor prima che si instaurino cambiamenti nello stile di vita.

I risultati, pubblicati su Cell Reports, potrebbero quindi fornire informazioni utili per sviluppare programmi volti a preservare la diversità microbica e al contempo a garantire l’assistenza sanitaria essenziale.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori guidati da Haipeng Sun della Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, hanno intrapreso uno studio sul microbiota di 335 persone provenienti da remoti villaggi indigeni amazzonici, in un periodo in cui alcune comunità avevano iniziato a ricevere assistenza medica per la cecità fluviale, una malattia parassitaria che può causare patologie oculari.

Esposizione medica

I ricercatori hanno prelevato campioni di feci e hanno raccolto tamponi dalla bocca, dal naso e dalla pelle di bambini e adulti, utilizzando poi il sequenziamento del DNA per identificare microbi e geni microbici. 

Il microbiota intestinale dei partecipanti che avevano avuto pochi contatti regolari con l’esterno inizialmente differiva da quello dei villaggi più esposti. Tuttavia, con l’aumento dell’esposizione all’assistenza medica esterna, sono stati riscontrati rapidi cambiamenti del microbiota, soprattutto nei bambini. In particolare, sono aumentati alcuni batteri, tra cui Bacteroides, Alistipes e Akkermansia muciniphila, che si riscontrano comunemente nelle persone che vivono in aree industrializzate. Al contrario, è diminuita l’abbondanza di diversi batteri intestinali che digeriscono le fibre, come Prevotella e Treponema, comuni nel microbiota di soggetti che vivono in aree non industrializzate. 

Inoltre, con la crescente esposizione a fattori esterni, i geni microbici si sono modificati, avvicinandosi a modelli osservati nelle popolazioni urbane e acquisendo funzioni come ad esempio la capacità di elaborare carboidrati più semplici. Il microbiota degli abitanti dei villaggi indigeni amazzonici non si sono però completamente occidentalizzati e hanno mantenuto caratteristiche distinte rispetto al microbiota delle popolazioni industrializzate degli Stati Uniti.

Cambiamenti microbici

I ricercatori hanno poi scoperto che i parassiti intestinali erano comuni in tutti i villaggi, ma i loro livelli sono risultati ridotti in quelli con maggiore esposizione alle cure mediche. Anche il microbiota della bocca, del naso e della pelle si è modificato con l’esposizione, ma ogni area del corpo ha subito cambiamenti differenti: ad esempio, la diversità microbica nel naso è aumentata, mentre quella cutanea ha mostrato una tendenza alla diminuzione.

I risultati suggeriscono che le cure mediche moderne possono ridurre l’incidenza delle malattie, ma potrebbero anche causare una perdita della diversità microbica. «Comprendere e gestire questo equilibrio è essenziale non solo per la scienza del microbioma, ma anche per sviluppare approcci etici e culturalmente consapevoli che rispettino sia le dimensioni biologiche che quelle sociali del benessere» concludono gli autori dello studio.

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