Individuato microbo intestinale che potenzia la risposta immunitaria contro il glioblastoma

Il glioblastoma è il tumore cerebrale più comune e aggressivo negli adulti e meno del 7% dei pazienti sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. Un recente studio ha dimostrato che l’integrazione nei topi con l’aminoacido triptofano altera il microbiota intestinale, migliorando la risposta immunitaria e l’efficacia dell’immunoterapia contro il glioblastoma.

I risultati, pubblicati su Cell Reports, suggeriscono che i microbi intestinali possono essere utilizzati per migliorare il trattamento dei tumori cerebrali.

Il glioblastoma è un tumore cerebrale aggressivo, difficile da trattare perché non attrae un numero sufficiente di linfociti T in grado di uccidere le cellule tumorali.

Precedenti studi hanno dimostrato che i batteri intestinali influenzano il trattamento di altre neoplasie, ma il loro ruolo nei tumori cerebrali non è stato ancora chiarito.

I ricercatori, guidati da Hyeon Cheol Kim del Korea Advanced Institute of Science and Technology di Daejeon, in Corea, hanno quindi deciso di studiare come i batteri intestinali e l’aminoacido triptofano influenzino la capacità del sistema immunitario di combattere tumori cerebrali come il glioblastoma.

Miglioramento della sopravvivenza

Esperimenti in topi con glioblastoma hanno dimostrato che la composizione del microbiota intestinale cambia con la progressione del tumore, mostrando un minor numero di batteri benefici e un aumento di batteri dannosi. Inoltre, è stato osservato che i topi con una composizione del microbiota intestinale normale vivevano più a lungo e che solo il trapianto di batteri intestinali provenienti da topi sani migliorava la sopravvivenza dei topi riceventi.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che i livelli di triptofano diminuiscono durante la crescita del tumore e che la somministrazione di triptofano ai topi ripristina un microbiota intestinale sano, potenzia la risposta immunitaria degli animali, riduce le dimensioni del tumore e migliora la sopravvivenza.

Dai dati ottenuti è emerso inoltre che la somministrazione di triptofano ha migliorato la sopravvivenza aumentando l’attività dei linfociti T CD8+ e che il miglioramento della sopravvivenza svanisce in seguito alla rimozione di questi linfociti.

Potenziamento del trattamento

I ricercatori hanno osservato che il triptofano è in grado di aiutare i linfociti T a muoversi più liberamente nell’organismo, impedendo loro di rimanere intrappolati nel midollo osseo. Tuttavia, la sopravvivenza di topi germ-free non è migliorata con il solo triptofano, ma solo in seguito al trapianto di batteri intestinali da topi trattati con triptofano.

Uno specifico microbo, Duncaniella dubosii, è stato particolarmente importante, poiché i suoi livelli sono diminuiti durante la crescita del tumore, ma sono aumentati con l’integrazione di triptofano. L’associazione di triptofano e D. dubosii con l’immunoterapia ha ulteriormente aumentato la sopravvivenza.

I risultati suggeriscono dunque che il mantenimento di un microbiota intestinale sano, attraverso la dieta o gli integratori alimentari, può supportare il trattamento delle neoplasie cerebrali. Inoltre, l’intervento dietetico studiato e l’utilizzo di D. dubosii offrono potenziali spunti per il trattamento dei pazienti con queste neoplasie.

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