La menopausa, periodo fisiologico di una donna che insorge a seguito del drastico calo di estrogeni e progeserone a causa dell’esaurimento funzionale dei follicoli ovarici, è stata correlata a un rischio elevato di numerose patologie legate all’età, tanto che un esordio più tardivo è stato identificato come un potenziale fattore predittivo di una maggiore durata della vita. Recenti studi hanno scoperto che le donne con insufficienza ovarica precoce presentavano profili microbici intestinali significativamente alterati rispetto alle coetanee sane; per far luce sulle possibili influenze delle diverse comunità microbiche sulla salute ovarica, un gruppo statunitense ha condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature aging, per caratterizzare i profili microbici associati all’invecchiamento ovarico nei topi e studiare l’effetto del microbioma intestinale di topi femmine giovani ed estropausali sulla salute ovarica attraverso il trapianto di microbiota fecale.
Menopausa e problematiche correlate
Gli squilibri ormonali, tipici del periodo menopausale, sono causati dalla minore reattività ovarica, a causa della riduzione fisiologica del numero di follicoli. Questo porta a una graduale riduzione dei meccanismi di feedback sull’asse ipotalamo-ipofisi-ovaie che porta ad un aumento delle concentrazioni sieriche degli ormoni follicolo-stimolante (FSH) e luteinizzante (LH), mentre diminuiscono quelle dell’ormone anti-Mülleriano (AMH) e dell’inibina A (INHBA). A tale squilibrio ormonale è stata attribuita l’ampia gamma di sintomi e i rischi per la salute correlati con la menopausa, come ad esempio l’osteoporosi e l’aumento della suscettibilità all’Alzheimer.
Ruolo del microbiota intestinale nella salute ovarica
Recentemente si è osservato come le donne con insufficienza ovarica precoce avessero profili microbici intestinali significativamente alterati rispetto alle coetanee sane. In particolare, le alterazioni del microbiota intestinale nelle pazienti con insufficienza ovarica precoce sono state associate a cambiamenti nei livelli sierici degli ormoni chiave dei marcatori endocrini ovarici, tra cui FSH, LH e AMH. È importante sottolineare che il microbiota intestinale ha dimostrato di modulare i livelli sierici di estrogeni e la loro azione attraverso la secrezione di β-glucuronidasi, un enzima che rimuove l’ac. glucuronico coniugato agli estrogeni riportandoli alle loro forme attive. La disbiosi del microbiota intestinale può compromettere questo processo di modulazione, portando a una riduzione degli estrogeni circolanti e potenzialmente contribuendo allo sviluppo di patologie estrogeno-dipendenti.
Trapianto di microbiota fecale e salute ovarica
Le diverse comunità microbiche e la manipolazione del microbiota intestinale possono influenzare direttamente la funzione e la salute ovarica. Utilizzando modelli animali murini si è osservato come il trapianto di microbiota intestinale da topi in estropausa a giovani riceventi femmine ha portato a una riduzione dell’espressione genica correlata all’infiammazione nelle ovaie e ha attenuato l’espressione di geni che tendono ad essere sovraregolati nelle ovaie invecchiate. Interessante notare che quando giovani femmine adulte di topo hanno ricevuto trapianti di microbiota fecale da femmine in estropausa, si sono manifestati fenotipi più giovani o più attivi dal punto di vista riproduttivo nei topi riceventi, probabilmente a causa di un processo compensatorio.
Microbiota e processi compensatori
Dopo la senescenza riproduttiva, le ovaie non producono ovuli maturi, quindi l’ipofisi compensa producendo più FSH nel tentativo di stimolare le ovaie ormai non più reattive. Allo stesso modo, è ipotizzabile che il microbiota intestinale nei topi femmina senescenti dal punto di vista riproduttivo possa essere arricchito di microbi e/o metaboliti benefici che supportano la salute ovarica, forse come risposta compensatoria. Numerosi studi hanno evidenziato il ruolo del microbiota intestinale nei processi compensatori mediante influenza sui livelli di peptidi che regolano il bilancio energetico nell’ipotalamo, fungendo da meccanismo per ridurre il grasso corporeo. Inoltre, nei pazienti con lieve deterioramento cognitivo è stato osservato un aumento dei microbi che producono metaboliti fondamentali per la funzione del sistema nervoso, come la serotonina, l’acetilcolina, l’istamina e la dopamina.
Ruolo della via CD38-NAD nel ringiovanimento ovarico
L’asse CD38-NAD è coinvolto nell’invecchiamento, con un’aumentata espressione di CD38 che contribuisce al declino dei livelli di NAD+ correlato all’età, compromettendo la funzione mitocondriale e il metabolismo cellulare. Nel contesto dell’invecchiamento ovarico, gli studi hanno dimostrato che la sovraespressione di CD38 accelera l’esaurimento follicolare e diminuisce la funzione ovarica, mentre l’inibizione di CD38 preserva le riserve follicolari e la fertilità nei topi anziani. Il microbiota intestinale stabilito attraverso il trapianto di microbiota fecale in estropausa può sopprimere l’attività di CD38, influenzando il metabolismo ovarico di NAD e creando un ambiente ovarico più favorevole. Si è infatti osservato come nei topi sottoposti a trapianto di microbiota fecale si aveva una ridotta espressione di CD38 nelle ovaie e un arricchimento di percorsi correlati alla biosintesi di NAD.
Conclusioni
I risultati dello studio mettono in luce potenziali specie e generi microbici, nonché vie metaboliche funzionali, che potrebbero svolgere un ruolo chiave nella modulazione della funzione ovarica, rivelando un legame diretto tra il microbiota intestinale e la salute ovarica.
