Dalle alghe marine una possibile barriera contro le gastroenteriti virali

Il norovirus è la principale causa di gastroenterite virale nel mondo e provoca oltre 685 milioni di infezioni all’anno. Nonostante il suo impatto sulla salute pubblica, non esistono ancora vaccini o antivirali specifici approvati. Ad oggi, una delle strategie più promettenti è il blocco del legame tra il virus e gli antigeni dei gruppi sanguigni (HBGA, Histo-Blood Group Antigen), cioè il meccanismo alla base dell’infezione.

Per questo, Barbara C. Wimmer e il suo team della biotech Marinova Pty Ltd, azienda australiana specializzata nei composti bioattivi ottenuti dalle alghe marine, in collaborazione con la Griffith University (Australia), ha valutato il potenziale antivirale di polisaccaridi solforati estratti da alghe marine. I ricercatori hanno messo a contatto particelle simil-virali (virus-like particles o VLP) – che riproducono le caratteristiche del virus ma non sono infettive – con campioni di saliva ottenuti da soggetti appartenenti principali gruppi sanguigni (A, B e 0) e in presenza di concentrazioni crescenti di polisaccaridi (fucoidano e ulvano).

Il fucoidano ha mostrato la maggiore efficacia, inibendo l’interazione tra recettori umani e VLP compatibili con due genotipi clinicamente rilevanti (GII.4 e GII.17). Il lavoro è stato pubblicato a marzo su Microbiology Spectrum.

Un virus altamente contagioso

Il periodo di incubazione del norovirus è di 12-48 ore. Nella maggior parte dei casi la trasmissione avviene mediante il consumo di acqua o alimenti contaminati, ma il contagio può avvenire anche direttamente da persona a persona, per via oro-fecale o attraverso aerosol. Le infezioni si manifestano in ambienti chiusi e ad alta densità di persone (ospedali, case di riposo, scuole, navi da crociera) e durano in genere dalle 12 alle 60 ore, con guarigione spontanea.

I genogruppi in grado di infettare l’uomo sono tre (GI, GII e GIV) e si suddividono ulteriormente in oltre 30 genotipi. I meccanismi dell’immunità contro il norovirus sono ancora oggetto di indagine e le evidenze disponibili suggeriscono che la protezione acquisita dopo l’infezione possa durare soltanto alcuni mesi.

Perché studiare le alghe marine?

Secondo diverse evidenze alcuni composti naturali possono alterare la viralità dell’agente patogeno. Ad oggi, tra le sostanze che hanno mostrato i risultati più promettenti figurano gli oligosaccaridi del latte umano (HMO), come il 2′-fucosillattosio, e alcuni polisaccaridi solfatati derivati dalle alghe marine. Ad esempio, i fucoidani, derivanti dall’alga Fucus vesiculosus, sembrano inibire infezioni causate da diversi agenti patogeni, tra cui Herpes simplex, Citomegalovirus, virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e virus della diarrea virale bovina.

In questo studio i ricercatori australiani hanno approfondito le proprietà antivirali di fucoidani provenienti da diverse specie di alghe (Fucus vesiculosus, Undaria pinnatifida) e preparazioni di fucoidano con diversi gradi di purezza (purificato o nutrizionale), attraverso test di legame in fase solida su mucine gastriche umane immobilizzate, rivelando capacità inibitorie dei polisaccaridi nativi di diversi estratti di alghe marine, tra cui il fucoidano nativo ottenuto da Fucus vesiculosus, il fucoidano puro derivato da Fucus vesiculosus e Undaria pinnatifida e l’ulvano (polisaccaride solfato complesso estratto dalle pareti cellulari delle macroalghe verdi del genere Ulva), confrontandone l’efficacia con quella del 2′-fucosillattosio. Per testarne l’azione antivirale, il team ha esposto le VLP a campioni di saliva prelevati da soggetti appartenenti ai principali gruppi sanguigni (A, B e 0), contenenti concentrazioni crescenti degli estratti. Il fucoidano estratto da Fucus vesiculosus ha mostrato la capacità inibitoria maggiore.

Il fucoidano si interpone tra norovirus e cellule umane

Il confronto tra modelli 3D delle molecole e le strutture note delle proteine di superficie del virus ha evidenziato che questi polisaccaridi possono occupare le regioni virali implicate nel riconoscimento degli HBGA. Inoltre, le lunghe catene del fucoidano sembrano formare una sorta di barriera attorno alla particella, rendendo più difficile il contatto con le cellule dell’ospite e ostacolandone l’aggregazione.

Conclusioni

Lo studio contribuisce a chiarire i meccanismi attraverso cui alcuni polisaccaridi marini potrebbero interferire con l’infezione da norovirus e rafforza l’interesse verso queste molecole come possibili candidati per future strategie preventive o terapeutiche. Tuttavia, saranno necessari studi in vivo e nell’uomo per verificare se questi effetti possano tradursi in benefici clinici.

Fonti

Wimmer, Barbara C et al. “Harnessing marine sulfated polysaccharides to inhibit norovirus: from seaweed to solution.” Microbiology spectrum vol. 14,4 (2026): e0244525. https://doi.org/10.1128/spectrum.02445-25

https://www.epicentro.iss.it/norovirus/

Hanisch F-G, Aydogan C, Schroten H. Fucoidan and Derived Oligo-Fucoses: Structural Features with Relevance in Competitive Inhibition of Gastrointestinal Norovirus Binding. Marine Drugs. 2021; 19(11):591. https://doi.org/10.3390/md19110591

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