Le malattie cardiovascolari, inclusi infarto e ictus, sono la principale causa di morte al mondo. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che un batterio intestinale comune, denominato Bacteroides thetaiotaomicron, aumenta i livelli ematici di una molecola che promuove la coagulazione del sangue e favorisce il rischio di malattie cardiovascolari, soprattutto se associato a una dieta ricca di grassi.
I risultati, pubblicati su Cell Reports Medicine, suggeriscono che colpire specifici batteri intestinali e i loro metaboliti potrebbe favorire lo sviluppo di nuove strategie per prevenire o trattare le malattie cardiovascolari legate alla dieta e alla salute intestinale.
Studi recenti dimostrano che i microbi intestinali hanno un impatto sulla salute del cuore producendo molecole che influenzano la coagulazione del sangue, i livelli di colesterolo e l’infiammazione. Il batterio Bacteroides thetaiotaomicron produce un acido grasso chiamato acido palmitico, che è risultato associato a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari. Tuttavia, non è ancora chiaro come questo microbo contribuisca allo sviluppo di malattie cardiache.
Per studiare come Bacteroides thetaiotaomicron influenzi i livelli di acido palmitico e la coagulazione del sangue, i ricercatori guidati da Xiaoshan Huang del Kunming Institute of Zoology, in Cina, hanno esaminato il microbiota intestinale e campioni di sangue di topi e pazienti con malattie cardiovascolari.
Acido palmitico e coagulazione
Dai dati ottenuti è emerso che, rispetto alle persone sane, i pazienti con malattie cardiovascolari presentano livelli più elevati di acido palmitico nel sangue e di Bacteroides thetaiotaomicron nell’intestino.
Nei test di laboratorio, solo l’acido palmitico, ma non altri acidi grassi, ha accelerato il processo di coagulazione del sangue. Inoltre, i topi trattati con acido palmitico hanno mostrato una formazione di coaguli più rapida e una riduzione del tempo di sanguinamento.
Questi effetti derivano dalla capacità dell’acido palmitico di interferire con il sistema anticoagulante naturale dell’organismo.
I ricercatori hanno infatti scoperto che l’acido palmitico inibisce una proteina anticoagulante chiave e attiva le piastrine.
Collegamento alimentare
Il trapianto di Bacteroides thetaiotaomicron nell’intestino dei topi ha portato a livelli più elevati di acido palmitico nel sangue e a un aumento dell’attività coagulativa. Questi effetti sono stati esacerbati quando gli animali sono stati alimentati con una dieta ricca di grassi.
In un modello murino di infarto, l’acido palmitico ha peggiorato il danno al cuore, aumentando le dimensioni della lesione cardiaca e i marcatori di morte cellulare e infiammazione. Tuttavia, un composto chiamato esperidina, presente in alcuni frutti, è stato in grado di bloccare gli effetti nocivi dell’acido palmitico impedendogli di interferire con il sistema anticoagulante dell’organismo.
«I risultati mostrano che l’esperidina può avere effetti protettivi contro la coagulazione e i danni cardiovascolari correlati all’acido palmitico, suggerendo la possibilità di utilizzare questa molecola e Bacteroides thetaiotaomicron come target terapeutici per contrastare le malattie cardiovascolari» concludono gli autori dello studio.
