Sappiamo che cervello, comunità microbiche e intestino sono collegati nell’uomo. E un’alterazione di questi collegamenti può portare alla comparsa di disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS). E se fosse così anche per il suo migliore amico, il cane?
Diverse evidenze hanno confermato la presenza di disbiosi nei soggetti fobici, aggressivi e ansiosi. Ora, un nuovo studio dell’Università Federico II di Napoli ha approfondito meglio il ruolo dell’asse intestino-cervello nei cani affetti da paura generalizzata. Il team, coordinato da Luigi Sacchettino, ha esaminato i campioni fecali di otto cani affetti da paura generalizzata e li ha confrontati con i campioni di otto soggetti sani, rilevando una diversa abbondanza di Proteobacteria e Firmicutes, con alterazioni significative delle molecole associate al sistema GABAergico e alla neurotrasmissione del glutammato. Il lavoro è stato pubblicato a gennaio su Plos.
Disturbi dell’umore e disbiosi intestinali
Le analisi hanno rilevato composizioni microbiche differenti tra i due gruppi, con una diversità batterica inferiore in quello sperimentale, in particolare di proteobatteri. Fusobacteriota, Firmicutes e Actinobacteriota dominavano l’intestino dei soggetti malati.
A livello di genere sei taxa su nove erano altamente espressi, nonché Cetobacterium, Escherichia Shigella, Lachnoclostridium, Phascolarctobacterium, Ruminococcus_gnavus_group e Sutterella. Nei controlli prevalgono, invece, Fusobacterium, Holdemanella e Megamonas.
Proteobacteria e Firmicutes principali markers di un microbiota alterato
L’analisi differenziale e quantitativa ha riportato una carenza di Proteobacteria e Gammaproteobacteria nel gruppo sperimentale, un meccanismo di compensazione che subentra per limitare il peggioramento dei sintomi comportamentali.
Era ridotta anche la quantità del taxon Dorea (appartenente al phylum Firmicutes) – associata ai livelli sierici di alcuni amminoacidi (valina, treonina e lisina) importanti per la produzione di SCFA. Erano alti, invece, i valori di Firmicutes, in particolare di Peptostreptococcales Tissierellales, e di Erysipelatoclostridiaceae.
Il phylum Firmicutes protegge i cani fobici da potenziali infezioni
La diversa prevalenza di specie appartenenti al phylum Firmicutes è cruciale per rilevare o meno la presenza di disturbi psicologici.
Questi microrganismi svolgono da sempre un ruolo cruciale nel processo di conversione degli acidi biliari primari in secondari, proteggendo i cani fobici da potenziali infezioni. Il rilascio di acido lattico, ad esempio, ha reso l’ambiente acido e fortemente lesivo per le membrane microbiche di diversi agenti patogeni.
I ricercatori hanno scoperto anche che Peptostreptococcales Tissierellales favorisce il rilascio di metaboliti benefici per l’organismo come l’acido glicodesossicolico (GUDCA), tauroursodesossicolico (TDCA) e ursodesossicolico (GLCA).
Alterazioni metaboliche e sistema GABAergico
Il gruppo sperimentale ha riportato una riduzione dei livelli sierici di glicina, nota già nell’uomo per il suo ruolo nella comparsa di diversi disturbi psichiatrici.
Questo amminoacido, insieme alla glutammina e all’acido α-aminobutirrico, modula la neurotrasmissione GABA-dipendente.
Anche la concentrazione di acido α-aminoadipico – metabolita intermedio della lisina e del triptofano che antagonizza l’attività neuroeccitatoria modulata dal glutammato N-metil-D-aspartato – ha riportato una riduzione significativa dei livelli sierici.
Analogie con l’uomo
Lo studio ha riscontrato diverse analogie tra cani ed esseri umani, con un ruolo importante svolto dal genere come fattore di rischio. Nei cani di sesso femminile è stata osservata una maggiore incidenza di paura e ansia, al pari degli studi condotti sull’uomo, secondo cui le donne hanno una probabilità doppia di sviluppare disturbi psicologici. Un dato confermato anche dalla carenza, in entrambi, di Gammaproteobacteria.
Conclusioni
Le alterazioni del microbiota – e degli stessi metaboliti – influenzano la comparsa di disturbi come paura e ansia, ma non è ancora chiaro se siano il fattore scatenante o la conseguenza. Saranno necessari studi su campioni più ampi, che approfondiscano il ruolo di microrganismi come, ad esempio, Peptostreptococcales Tissierellales che condiziona l’attività di diversi metaboliti nella regolazione dell’asse intestino-cervello.