Cerca
Close this search box.

Il microbiota intestinale dei gatti cambia con l’età

La composizione batterica intestinale dei felini cambia con l’età proprio come nell’uomo. Tuttavia, i batteri predominanti sono diversi.
CONDIVIDI →

Il microbiota intestinale dei gatti cambia con l’età

CONDIVIDI →
Stato dell'arte

Nonostante sia ormai assodato che il microbiota dell’uomo cambia con il passare dell’età, questa trasformazione non è stata finora molto indagata negli animali da compagnia, soprattutto nei gatti.

Cosa aggiunge questa ricerca

Con questo studio si è dimostrato non solo che anche il microbiota felino muti con l’età, ma anche come certe specie batteriche fondamentali per la salute dell’uomo non lo siano per quella dei gatti.

Conclusioni

La formulazione di probiotici specifici per il mondo felino potrebbe essere una valida strategia nel risolvere diversi disturbi legati all’età.

In questo articolo

La composizione del microbiota intestinale dei felini cambia con il passare dell’età al pari di quanto succede nell’uomo. Tuttavia, specie predominanti e importanti per la nostra salute come Bifidobacteria o Lactobacilli non hanno dimostrato lo stesso ruolo nei gatti.

È quanto dimostra lo studio di Hiroaki Masuoka e colleghi, pubblicato su Plos One.

È ormai accettato il fatto che un microbiota intestinale sano sia indispensabile per la salute e che, allo stesso tempo, ci siano numerosi fattori che ne possano alterare l’equilibrio.  Tra questi troviamo l’età.

I numerosi progressi della medicina, anche in campo veterinario, hanno in generale prolungato di molto l’aspettativa di vita portando con sé tuttavia altre problematiche legate all’invecchiamento.

Se nell’uomo e in alcuni animali da compagnia, i cani ad esempio, i cambiamenti del microbiota durante le varie fasi della vita sono stati ampiamente discussi e indagati, poco si sa ad oggi della situazione felina.

Lo studio

Con questo studio quindi, i ricercatori giapponesi hanno studiato e confrontato la composizione batterica di un totale di 50 gatti suddivisi in 5 gruppi (10 animali per gruppo) in base alle differenti età ovvero pre-svezzamento (12-13 giorni di vita), in svezzamento (7-8 settimane di vita), giovani (2-3 anni), adulti (10-14 anni), anziani (16-19 anni). L’analisi è stata condotta su campioni fecali. Ecco dunque i risultati ottenuti.

La composizione del microbiota fecale ha mostrato notevoli differenze tra i vari gruppi nonostante la conta batterica totale sia risultata maggiore nei gatti in svezzamento.

Nel dettaglio:

  • Enterococci sono risultati presenti in circa tutti gli animali nonostante la loro espressione negli animali anziani sia molto ridotta rispetto al gruppo in pre-svezzamento
  • Bifidoacteria sono stati riscontrati solo in 1 dei 10 gatti adulti e su 3 dei 10 anziani
  • Lactobacilli hanno dimostrato presenza in 3 dei 10 gatti in pre-svezzamento, in 4 dei giovani, in 1 degli adulti e in 4 degli anziani
  • Clostridia è emerso generalmente ben espresso ad eccezione del gruppo dei gatti adulti dove è stato riscontrato in un solo esemplare
  • Enterobacteriaceae hanno mostrato prevalenza nel gruppo in pre-svezzamento rispetto ai restanti quattro
  • Bacteroidaceae sono risultati significativamente più espressi nei gatti in svezzamento
  • Eubacteria ha dimostrato maggiore abbondanza nel gruppo in pre-svezzamento rispetto a quello in svezzamento e ai giovani
  • Megasphera e Staphylococci sono emersi sono nel microbiota di gatti giovani e anziani

Stando ai risultati ottenuti dagli studi clinici e su altri animali, Bifidobacteria e Lactobacilli sembrerebbero essere le specie batteriche determinanti l’equilibrio e la salute del microbiota. Sono state quindi condotte analisi di sequenziamento per identificarli a livello di specie anche nei gatti.

  • B. longum subsp. longum è stata identificata solotanto nei gatti adulti
  • B. longum subsp. suis e due ceppi di B. pseudocatenulatum sono emersi dal gruppo degli anziani
  • Nei gruppi dei gatti in pre- e in svezzamento è risultato solo L. reuteri, non riscontrato nei restanti esemplari più vecchi
  • L. animalis, L. fermentum, L. johnsoni, L.mucosae sono invece stati isolati nel gruppo dei gatti anziani

Infine, in base all’analisi PCR per la conta cellulare si è dimostrato che:

  • Il gruppo Lactobacilli era presente in tutti i campioni e con analoga distribuzione di quantità
  • Bifidobacterium è stato riscontrato in 35 dei 50 campioni totali con abbondanza significativamente maggiore nel gruppo dei gatti anziani rispetto ai giovani e adulti

Conclusioni

In conclusione dunque, anche il microbiota felino altera la sua composizione a seconda dell’età. Inoltre, contrariamente a quanto finora osservato, specie come Bifidobacteria o Lactobacilli non sembrerebbero così fondamentali in questo contesto per mantenere la salute intestinale e, di riflesso, quella dell’ospite.

Gli autori infatti suggeriscono come nei gatti la specie Enterococci possa avere un ruolo più importante di Bifidobacteria o Lactobacilli.

Sulla base di questi dati, la formulazione di probiotici specifici per i felini e adattati alle varie fasi della vita potrebbe essere la giusta strategia per ridurre i problemi correlati all’età e frequenti soprattutto durante la vecchiaia come costipazione e difficoltà digestive.

Silvia Radrezza
Laureata in Farmacia presso l’Univ. degli Studi di Ferrara, consegue un Master di 1° livello in Ricerca Clinica all’ Univ. degli Studi di Milano. Borsista all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2017 al 2018, è ora post-doc presso Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics a Dresda (Germania).

Potrebbe interessarti

Oppure effettua il login