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Difese immunitarie: da Assosalute un appello a mantenere il microbiota in salute

L'Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione consiglia di partire dall'intestino per rinforzare le difese immunitarie dell'organismo.
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La stagione invernale è alle porte. Di solito in questo periodo dell’anno tendiamo a proteggere con più attenzione naso e gola, ma attenzione: c’è un altro organo che gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute generale: l’intestino.

Assosalute, l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica ha fatto il punto sull’importanza di un intestino sano, grazie ai consigli di Attilio Giacosa, Gastroenterologo e docente all’Università di Pavia.

Sono ormai numerose le evidenze scientifiche sul ruolo dell’intestino e in particolare del suo microbiota nel regolare il sistema immunitario, di estrema importanza soprattutto ora che ci troviamo nel pieno della seconda ondata della pandemia Covid-19.

«Il 70% di tutte le cellule che hanno a che fare con l’immunità infatti, come linfociti e plasmacellule – afferma Giacosa – risiede nel nostro intestino. E mantenere in salute il microbiota è fondamentale affinché le difese immunitarie rimangano forti».

Disbiosi intestinale e sistema immunitario

Ma come accorgersi che qualcosa non funziona a livello intestinale? «Quando avviene uno squilibrio nel microbiota – risponde Giacosa – si crea una disbiosi e compaiono alterazioni della funzione intestinale con scariche diarroiche, feci non ben conformate e in altri casi stipsi, dolore, oltre a un aumento nel meteorismo con gonfiore addominale».

Come conseguenza della disbiosi, le pareti del nostro intestino diventano più permeabili, una problematica chiamata leaky gut syndrome, consentendo a batteri e ai loro cataboliti di penetrare nell’organismo.

«In questi casi, possono essere utili i farmaci di automedicazione a base di probiotici (o integratori alimentari, ndr) che ripristinano in tempi rapidi la normale flora batterica intestinale. Anche i farmaci che agiscono sulla motilità intestinale, inibendola o stimolandola (antidiarroici e antistipsi), gli antispastici, i disinfettanti intestinali, gli antinausea e antivomito, sono utili».

Ma non solo: fondamentale è anche seguire una alimentazione corretta ed equilibrata, integrandola con alimenti fermentati. «I comuni yogurt e i così detti prebiotici, derivati di origine alimentare, per lo più fibre, che stimolano la produzione di probiotici naturali nell’intestino. Da limitare, invece, gli alimenti contenenti glutine e zuccheri semplici, così come è importante diminuire la quota di lattosio; tutti infatti contribuiscono ad aumentare la risposta infiammatoria».

Effetto lockdown: i consigli di Assosalute

Anche la stagionalità, stando alla nota stampa di Assosalute, il cambio dell’ora e il generale stato di ansia e stress, che stiamo sperimentando sempre più frequentemente in questi mesi, possono incidere sulla salute del nostro intestino.

«Comportano un aumento delle citochine proinfiammatorie – continua Giacosa – quelle che, in condizioni ottimali, il nostro microbiota combatte, liberando citochine antinfiammatorie. In questi casi, l’utilizzo di probiotici a base di bifidobatteri consente di liberare nell’intestino triptofano, ossia il mediatore che produce serotonina, permettendo così all’organismo di rilassarsi e al nostro intestino di non trovarsi più sotto attacco: la salute di mente e corpo quindi passa anche da ciò che mangiamo».

«Ricerche recenti – conclude l’esperto – hanno dimostrato come il nostro microbiota intestinale sia in grado di stimolare la produzione di interferone 1 che ha un’azione antivirale e anti influenzale. Attraverso il consumo di frutta e verdura molto colorate, contenenti quindi flavonoidi, il microbiota dà origine a un composto che stimola proprio la liberazione di interferone 1. Un soggetto che si vaccini contro l’influenza e che assuma regolarmente frutta e verdura, in unione ai probiotici, ottiene una risposta anticorpale, e quindi un’attivazione del vaccino, superiore a chi non lo fa».

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