Microbiome Movement: concluso il congresso che guarda al futuro dei probiotici

Si è concluso da poche ore a Londra la quarta edizione di Microbiome Movement Drug Development Europe. Un successo di partecipazione, oltre 250 partecipanti.

Si è concluso da poche ore a Londra la quarta edizione di Microbiome Movement Drug Development Europe. Un successo di partecipazione, con oltre 250 partecipanti, e molta soddisfazione da parte degli organizzatori.

Una tre giorni fitta di conferenze, workshop, meeting e occasioni di networking. È proprio quest’ultimo il punto di forza di questo evento annuale, ossia la possibilità per le biotech, giovani, meno giovani o neonate, di incontrare Big Pharma e valutare possibili partnership o collaborazioni.

Il futuro dei probiotici? Le idee qui sono chiare. «Si chiameranno Life Biotherapeutic Product, in sigla LBP» commenta Alex Puttick, giovane direttore e co-fondatore di Microbiome Movement «perché ci sono sempre più evidenze che attraverso questi batteri si potranno curare o gestire patologie complesse».

Fil rouge della tre giorni londinese è stato il confronto tra ricercatori e aziende sul passaggio dalla correlazione disbiosi-patologia alla possibilità di sviluppare trattamenti, tool diagnostici e biomarker tutti rigorosamente microbiome based, in grado di soddisfare la gran parte dei medical need attualmente non soddisfatti.

Tantissimi gli argomenti affrontati, oltre a quelli clinici. Il tema regolatorio è stato affrontato in un workshop dedicato, ma si è discusso anche dei problemi correlati alla produzione su larga scala, delle fusioni e partnership recenti, degli approcci più innovativi, come quelli che si basano sui batteriofagi.

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