Nasce Probiotikà, accelerator center di Sanofi per la ricerca sul microbioma

Sarà un vero e proprio Hub per lo sviluppo di strategie innovative per la modulazione del microbiota intestinale. E non solo.
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Mettere a sistema le eccellenze pubbliche e private diffuse sul territorio nazionale con un unico obiettivo: stimolare la ricerca sul microbioma per sviluppare prodotti e servizi innovativi.

È questa in estrema sintesi la mission di Probiotikà, l’iniziativa messa in campo da Sanofi italia e che ha già iniziato a muovere i suoi primi passi al centro produttivo di Origgio, in provincia di Varese.

È proprio lo stabilimento Sanofi di Origgio, che ha appena compiuto 50 anni, a fare da cornice a Probiotikà. Così spiega Cristina Trecciola, Industrial Organization Methods & Products Portfolio manager di Sanofi: «Fino al 2015, la strategia del sito di Origgio è stata quella di ampliare e migliorare la capacità produttiva, in particolare di Enterogermina®. Poi la svolta: abbiamo iniziato con un progetto pilota, grazie anche al supporto di Regione Lombardia e Mise, per lavorare assieme a partner pubblici e privati intorno al tema dell’innovazione, declinata non soltanto sui prodotti, ma anche sui processi e sull’organizzazione».

Taglio del nastro nella nuova area del reparto Enterogermina® del sito produttivo di Origgio.

Sono già 16 le realtà che hanno aderito al progetto. Biotech, startup e centri di ricerca universitari che hanno accettato la sfida lanciata da Sanofi di investire energie e risorse sulla ricerca nel microbiome space.

«Stiamo facendo una cosa unica in questo settore» commenta Bernardo Giua Marassi, PA lead Industrial Affairs Italy di Sanofi «ossia, spostare i confini tradizionali della ricerca industriale nella direzione di una crescita e un ampliamento delle competenze. Nessuno, oggi, può considerarsi autosufficiente: serve la “contaminazione” dei saperi e delle conoscenze. Per questo motivo siamo partiti da ciò che offre il territorio lombardo, per estendere oggi lo sguardo su tutto il panorama nazionale. Perché il nostro Paese è ricco di esperienze e competenze, spesso frammentate, diffuse, che aspettano soltanto di essere messe in rete per poter emergere».

Tantissimi quindi i versanti clinici su cui questo progetto potrebbe, nel giro di qualche anno, fare la differenza. Immunità, healty ageing, patologie dermatologiche, IBS, solo per citare i filoni principali.

Medical need in gran parte ancora insoddisfatti per i quali, secondo la “visione lunga” di Probiotikà, potrebbero nascere strategie terapeutiche basate sulla modulazione del microbioma e sulla medicina di precisione.

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