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Positivi dati preclinici sul primo farmaco anti obesità che agisce sul microbiota intestinale

Kintai Therapeutics ha annunciato l'avanzamento verso la fase clinica della loro molecola KTX-0200, potenziale farmaco anti-obesità per via orale.

Kintai Therapeutics, una biotech statunitense che sta lavorando sul fronte microbioma e obesità, ha annunciato l’avanzamento verso la fase clinica della loro molecola KTX-0200, potenziale farmaco anti-obesità per via orale. A dare concretezza a questa ipotesi ci sono i dati sulla perdita di peso sostenuta e il miglioramento di biomarcatori di salute ottenuti negli studi preclinici.

Il trattamento con KTX-0200 ha portato a una perdita di peso del 14% in modelli di roditori obesi e ha portato a una migliore tolleranza al glucosio (miglioramento del 12% della clearance orale del glucosio sulla base di un test di tolleranza al glucosio) e una maggiore sensibilità all’insulina (miglioramento del 14,5% della clearance del glucosio in un test di tolleranza all’insulina). Ciò significa che potenzialmente potrebbe rivelarsi utile anche nei pazienti diabetici e pre-diabetici.

Significativi miglioramenti nella salute epatica sono stati inoltre osservati su modelli animali, incluso il modello Gubra NASH in cui il trattamento con KTX-0200 ha comportato una riduzione del 30% del grasso del fegato, una riduzione del 19% del peso totale del fegato e una riduzione del 38% delle transaminasi.

La startup, con base a Cambridge, nel Massachusetts (USA), non ha ancora rivelato l’esatto meccanismo d’azione della molecola, ma sta lavorando per sviluppare terapie basate su piccole molecole che sfruttano la rete del sistema nervoso intestinale, le cellule immunitarie e il microbioma.

In pratica, l’idea della giovane biotech è quella di superare il classico approccio (modificare il microbiota intestinale con probiotici). KTX-0200 sembra infatti svolgere una duplice attività che coinvolge l’assorbimento dei carboidrati e la crescita di batteri in grado di produrre metaboliti che agiscono direttamente sulle cellule umane. I primi dati suggeriscono anche che KTX-0200 potrebbe promuovere l’induzione delle cellule T regolatorie.

«Stando ad alcune stime l’obesità riguarderà circa il 50% della popolazione americana entro il 2030, con conseguenze e costi sanitari devastanti» ha affermato Paul Peter Tak, presidente e CEO di Kintai. «I nostri dati preclinici con KTX-0200 sono promettenti: dimostrano una perdita di peso sostenuta, un migliore controllo del glucosio e un miglioramento dei marcatori epatici. Oltre all’efficacia autonoma, KTX-0200 potrebbe potenzialmente essere un farmaco interessante per la terapia di combinazione con le molecole anti-sazietà già in commercio, una strada che intendiamo studiare e valutare».

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