Nel microbiota salivare possibili biomarker per prevedere la carie infantile

La carie infantile precoce, una grave forma di carie dentale, è una condizione comune nei bambini piccoli e colpisce quasi la metà dei bambini in tutto il mondo. Analizzando il microbiota orale da campioni di saliva e placca, un gruppo di ricercatori ha sviluppato di recente un modello in grado di individuare i bambini a rischio di sviluppare carie infantile precoce, anche prima della comparsa dei sintomi.

I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, suggeriscono che il monitoraggio del microbiota orale può aiutare a identificare precocemente il rischio di ECC e a orientare le strategie di prevenzione nei bambini. 

«Questo strumento può potenzialmente fornire una misura oggettiva, sensibile e di facile utilizzo della suscettibilità all’ECC», affermano gli autori.

Numerosi studi hanno valutato il possibile utilizzo del microbiota orale per prevedere condizioni come la carie infantile precoce, una forma comune e grave di carie dentale. I metodi attuali sono però risultati spesso inaffidabili, soprattutto per prevedere nuovi casi nei bambini piccoli. Questo perché non considerano appieno le alterazioni nella composizione del microbiota che avvengono nel tempo e che caratterizzano le diverse aree del cavo orale. 

Per comprendere come queste comunità microbiche si sviluppano e rispondono alla comparsa delle carie, i ricercatori guidati da Fei Teng della Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina, hanno monitorato per oltre due anni i cambiamenti nella composizione del microbiota orale presente nella saliva e nella placca dentale di 50 bambini.

Sviluppo del microbiota orale

I bambini sono stati divisi in tre gruppi: quelli sani, quelli che hanno sviluppato carie durante lo studio e quelli le cui carie sono peggiorate. I ricercatori hanno scoperto che, con l’avanzare dell’età, nei bambini sani il microbiota orale matura in modo prevedibile, soprattutto a livello della placca, mentre i bambini che hanno sviluppato ECC presentano uno sviluppo microbico alterato o ritardato. 

I risultati suggeriscono dunque che la carie interferisce con il normale sviluppo del microbiota orale.

Utilizzando metodi di machine learning, il team ha poi identificato specifici batteri che indicano l'”età del microbiota” di un bambino. L’analisi di questi microbi indica che i bambini con ECC hanno spesso profili microbici “più giovani” o “meno maturi” rispetto ai loro coetanei sani.

Rilevamento della carie

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che il cambiamento più significativo nei batteri orali si verifica alla comparsa della carie. In seguito, la comunità batterica tende a stabilizzarsi, anche se le carie diventano più gravi.

Sfruttando questi cambiamenti batterici, il team ha sviluppato un modello predittivo in grado di identificare i bambini a rischio di sviluppare carie prima della comparsa dei sintomi, principalmente analizzando la presenza sia nella placca sia nella saliva di specifici gruppi di batteri, come Prevotella. Il modello ha mostrato una buona accuratezza nel prevedere quali bambini avrebbero sviluppato ECC.

«I risultati mostrano che l’insorgenza della carie in denti apparentemente sani può essere prevista analizzando il microbiota. Inoltre, i dati ottenuti non solo offrono un nuovo modo per individuare precocemente la carie, ma evidenziano anche come il monitoraggio nel tempo dei batteri presenti in bocca possa migliorare la comprensione e la prevenzione delle malattie del cavo orale» concludono gli autori.

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