Risultati positivi da trial di fase 2 per probiotico DermBiont su piede d’atleta e dermatite atopica

È il secondo studio che conferma sicurezza ed efficacia di DBI-001 (Janthinobacterium lividum) in ambito dermatologico.

Arriva una seconda conferma per DBI-001 (Janthinobacterium lividum), probiotico sviluppato dalla biotech statunitense DermBiont, con sede a Boston.

Il primo, uno studio clinico di fase 2b di DBI-001 sulla tinea pedis, il piede d’atleta, aveva previsto l’applicazione una volta al giorno del probiotico per 28 giorni. Da quanto emerge, almeno secondo dati aziendali, sì è osservato una riduzione statisticamente significative dell’abbondanza di T. rubrum, il miglioramento statisticamente significativo dei segni e dei sintomi della tinea pedis, un miglioramento nella valutazione globale statica dello sperimentatore, cambiamenti benefici a livello del microbiota cutaneo e nessun problema di sicurezza o tollerabilità.

Il secondo è uno studio di fase 2a sulla dermatite atopica, concepito principalmente come studio sulla sicurezza e tollerabilità con un endpoint secondario per verificare se DBI-001 possiede un effetto favorevole sul microbioma cutaneo dei pazienti con dermatite atopica.

Una singola applicazione topica del prodotto farmaceutico sperimentale ha dimostrato che DBI-001 è ben tollerato senza problemi di sicurezza, determinando anche una diminuzione dell’abbondanza di S. aureus e cambiamenti nella comunità di microrganismi sulla pelle dei pazienti.

La strategia DermBiont in dermatologia

«DermBiont è stata fondata per guidare il campo delle terapie dermatologiche basate sull’evidenza», afferma Nichola Eliovits, cofondatrice e CBO. «La nostra posizione unica e leader nel settore nel campo del microbioma cutaneo continua a progredire con il successo di questo programma e l’espansione della nostra comprensione del microbioma. È importante sottolineare che questo studio ha anche fornito a DermBiont una serie di scoperte inaspettate e ci forniscono una serie di vantaggi competitivi in ​​tutta la nostra pipeline bioterapeutica».

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