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L’acne può essere causata da un intervallo nel dialogo pelle-microbiota

Acne: come si sviluppa? All'Università di Debrecen hanno ipotizzato un'interazione infiammatoria transitoria tra pelle del viso e microbiota.
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L’acne può essere causata da un intervallo nel dialogo pelle-microbiota

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Stato dell'arte
L’acne si manifesta nel 44-95% degli adolescenti di diversa origine etnica e la sua remissione spontanea si verifica in circa la metà delle persone colpite. Durante la pubertà, un aumento dei livelli di ormoni androgeni aumenta la produzione di sebo, portando a una modificazione del microbiota cutaneo. Rimane però ancora da scoprire come l’acne si sviluppa e si risolve.
Cosa aggiunge questa ricerca
Secondo quanto riportato in letteratura, l’acne negli adolescenti è causata da un’interazione infiammatoria transitoria della pelle del viso con il loro “nuovo” microbiota, dominato dai batteri Cutibacterium acnes.
Conclusioni
Comprendere i meccanismi che avviano, risolvono o mantengono l’acne potrebbe aiutare lo sviluppo di trattamenti più efficaci.

In questo articolo

L’acne si manifesta nel 44-95% degli adolescenti di diversa origine etnica e la sua risoluzione spontanea si verifica nella metà delle persone colpite. Rimane però ancora da scoprire come l’acne si sviluppa e si risolve.

Andrea Szegedi e i suoi colleghi dell’Università di Debrecen, in Ungheria, hanno esaminato la letteratura disponibile sull’argomento e hanno ipotizzato che l’acne sia causata da un’interazione infiammatoria transitoria della pelle del viso degli adolescenti con il loro “nuovo” microbiota, dominato dai batteri Cutibacterium acnes.

Cambiamenti puberali

Nell’uomo la colonizzazione batterica della pelle inizia immediatamente dopo la nascita. Durante il primo anno di vita, la comparsa di linfociti T regolatori aiuta il sistema immunitario a tollerare i cambiamenti nella composizione del microbiota. Ciò porta a un “dialogo omeostatico” tra il microbiota e il sistema immunitario cutaneo.

Durante la pubertà, un aumento dei livelli di ormoni androgeni aumenta la produzione di sebo, in particolare sul viso, sul cuoio capelluto e sulla parte superiore della schiena, portando a una modificazione nella composizione del microbiota cutaneo, che è caratterizzato da alti livelli di batteri Cutibacterium, tra cui Cutibacterium acnes, e Corynebacterium, come Corynebacterium simulans.

Reazione immunitaria

Esperimenti su topi hanno dimostrato che anche un breve “incontro” con un nuovo commensale sulla pelle può innescare un aumento di cellule immunitarie che producono molecole pro-infiammatorie come IL-17 e interferone-γ.

Inoltre, è nota la capacità di C. acnes di favorire eventi infiammatori in cellule coltivate in vitro che, in risposta a questo ceppo batterico, producono molecole infiammatorie. Inoltre, lo sviluppo dell’acne è risultato associato alla presenza di C. acnes e alti livelli di sebo sembrano essere essenziali affinché il batterio provochi l’infiammazione.

Sulla base di questi risultati, i ricercatori hanno ipotizzato che i cambiamenti nella composizione del microbiota cutaneo del viso, del cuoio capelluto e della parte superiore della schiena durante l’adolescenza, insieme a una maggiore produzione di sebo, potrebbero causare una risposta infiammatoria che a sua volta provoca l’acne.

Rilevanza clinica

Dopo l’adolescenza, il sistema immunitario cutaneo cerca di ristabilire l’omeostasi riconoscendo il nuovo microbiota come innocuo. Ciò potrebbe portare alla remissione spontanea dell’acne. Tuttavia, secondo i ricercatori diversi eventi, tra cui la riduzione del sebo, i cambiamenti nella composizione dei ceppi di C. acnes e la regolazione del sistema immunitario cutaneo, potrebbero influenzare la risoluzione dell’acne.

Dal punto di vista clinico, la comprensione dei meccanismi che avviano, risolvono o mantengono l’acne potrebbe quindi aiutare lo sviluppo di trattamenti più efficaci.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione

Giorgia Guglielmi
Giorgia Guglielmi è una science writer freelance residente a Basilea, in Svizzera. Ha conseguito il dottorato in Biologia all’European Molecular Biology Laboratory e il Master in Science Writing al MIT.

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