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Batteri responsabili dell’acne: studiare la biodiversità dei pori per trovare nuove terapie

Al fine di mettere a punto nuove terapie basate sulla manipolazione del microbiota, occorre raccogliere informazioni sull'identità e sulla localizzazione dei microbi nei diversi siti della pelle.
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Batteri responsabili dell’acne: studiare la biodiversità dei pori per trovare nuove terapie

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Stato dell’arte
Il Cutibacterium acnes è il principale microrganismo presente sulla cute di viso e schiena di adulti sani con pelle grassa. Poiché questo batterio risiede in siti del corpo che differiscono per concentrazione di ossigeno, disponibilità di nutrienti ed esposizione all’ambiente, si pensa che diversi ceppi di C. acnes occupino nicchie differenti.

Cosa aggiunge questa ricerca
Analizzando i ceppi di C. acnes raccolti da soggetti sani, i ricercatori hanno scoperto che ogni persona possiede una combinazione unica di ceppi di questo batterio sulla pelle; i singoli pori sono dominati da ceppi diversi da quelli dei pori vicini. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che l’anatomia e la fisiologia dei pori rendono difficile la discesa di un batterio al suo interno; perciò, il microrganismo che riesce a scendere in profondità può proliferare rapidamente e impedire la crescita di nuovi colonizzatori.

Conclusioni
I risultati potrebbero spiegare perché la composizione dei ceppi batterici presenti sulla pelle rimane stabile nel tempo, nonostante l’esposizione all’ambiente esterno. I dati ottenuti suggeriscono inoltre che, al fine di mettere a punto nuove terapie basate sulla manipolazione del microbiota cutaneo, occorre raccogliere informazioni non solo sull’identità dei microbi, ma anche sulla loro localizzazione nei diversi siti.

La pelle umana è popolata da migliaia di batteri diversi tra loro; tuttavia, ogni poro della pelle ne contiene un solo tipo. A dimostrarlo è una nuova ricerca che ha esaminato le varietà di ceppi di Cutibacterium acnes presenti sulla pelle delle persone sane.

I risultati, pubblicati su Cell Host & Microbe, potrebbero spiegare perché la composizione dei ceppi batterici presenti sulla pelle rimane stabile nel tempo, nonostante l’esposizione della pelle all’ambiente.  

I dati ottenuti suggeriscono inoltre che, al fine di mettere a punto nuove terapie basate sulla manipolazione del microbiota umano, i ricercatori devono raccogliere informazioni non solo sull’identità dei microbi, ma anche sulla loro localizzazione nei diversi siti del corpo.

Acne e Cutibacterium acnes 

Il Cutibacterium acnes è il principale microrganismo presente sulla cute di viso e schiena di adulti sani con pelle grassa

Poiché questo batterio risiede in siti del corpo che differiscono per concentrazione di ossigeno, disponibilità di nutrienti ed esposizione all’ambiente, gli studiosi hanno ipotizzato che diversi ceppi di C. acnes occupino nicchie differenti.

Per testare questa ipotesi, Tami Lieberman del Massachusetts Institute of Technology e i suoi colleghi hanno analizzato i ceppi di C. acnes prelevati dalla fronte, dalle guance e dalla schiena di 16 persone sane.

La biodiversità dei pori

I ricercatori hanno raggruppato le colonie batteriche in lineage e hanno scoperto che ogni persona  sulla propria pelle ne possiede più di uno, che includono anche lo stesso tipo di ceppo. 

Nessuno dei lineage è risultato specifico per particolari zone del corpo, come la fronte e la schiena. Al contrario, tutti i ceppi sembrano essere in grado di colonizzare i pori e vivere su qualsiasi regione della pelle grassa.

Sebbene i ricercatori abbiano individuato una combinazione unica di ceppi di C. acnes per ognuno dei partecipanti allo studio, ogni singolo poro è risultato dominato da specifici ceppi batterici: ad esempio, tre pori presenti in un centimetro quadrato di pelle ospitavano ciascuno tre diversi lineage di C. acnes.

Ulteriori analisi hanno mostrato che le colonie di un poro condividevano genomi quasi identici. 

Ciò suggerisce che ogni poro contiene cloni di una singola cellula batterica, che sembra aver colonizzato il poro circa un anno prima.

Colli di bottiglia dell’anatomia

I risultati hanno portato i ricercatori a ipotizzare che l’anatomia e la fisiologia dei pori rendano difficile la discesa di un batterio al suo interno. 

«Il batterio C. acnes probabilmente non è in grado di proliferare rapidamente finché non raggiunge la parte più profonda dei pori, dove l’ambiente è anaerobico e ricco di sostanze nutritive grazie alla produzione di sebo», affermano gli autori. 

«La fisiologia dei pori potrebbe quindi consentire a un singolo batterio di dare vita alla popolazione residente di un poro, la cui crescita nella parte inferiore del poro impedisce la proliferazione di altri microbi».

Conclusioni

«Capire come l’anatomia e la fisiologia dell’ospite influenzano la composizione del microbiota è fondamentale per la progettazione di strategie di trattamento personalizzate basate sui microrganismi». 

Lo studio suggerisce infine che la possibilità di un probiotico di colonizzare la pelle grassa può dipendere dall’efficace rimozione della comunità microbica esistente prima del trattamento.

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