• Batteri dell’oceano
• Cambiamenti temporanei

Stato dell’arte
I cambiamenti nel microbiota possono lasciare l’ospite suscettibile a malattie e diversi studi hanno mostrato un’associazione tra il nuoto nell’oceano e l’insorgenza di infezioni.

Cosa aggiunge questo studio
Analizzando campioni del microbiota della pelle di 9 individui, prima e dopo che avevano nuotato nell’Oceano Pacifico, i ricercatori hanno scoperto che, dopo essersi asciugate all’aria, le persone erano ricoperte di batteri dell’oceano, inclusi potenziali patogeni appartenenti alla famiglia Vibrio.

Conclusioni
I risultati mostrano che l’esposizione all’acqua dell’oceano può alterare temporaneamente la diversità e la composizione del microbiota cutaneo umano.

Alcuni ricercatori hanno scoperto che una nuotata nell’oceano potrebbe cambiare i microbi sulla nostra pelle, aumentando la probabilità di infezione.

Si sa che i cambiamenti nella composizione del microbiota possono lasciare l’ospite suscettibile a malattie e diversi studi hanno mostrato un’associazione tra il nuoto nell’oceano e l’insorgenza di infezioni. Ma questo studio, pubblicato sul Marine Pollution Bulletin, mostra per la prima volta che l’esposizione all’acqua dell’oceano può alterare la diversità e la composizione del microbiota cutaneo umano.

Per indagare su come l’acqua dell’oceano influisce sui microbi della pelle, Marisa Nielsen all’Università della California, negli Stati Uniti, e i suoi colleghi hanno analizzato 30 campioni di microbiota della pelle di 9 bagnanti prima e dopo aver nuotato nell’Oceano Pacifico.

Batteri dell’oceano

Tutti i partecipanti allo studio non avevano usato creme solari, non nuotavano spesso nell’oceano, non si erano lavati nelle ultime 12 ore e non avevano assunto antibiotici durante i precedenti 6 mesi. Per raccogliere i campioni di microbiota, i ricercatori hanno raccolto i campioni dai partecipanti con un tampone applicato sulla parte posteriore del polpaccio prima che entrassero in acqua, dopo che avevano nuotato per 10 minuti nell’oceano, una volta asciugati all’aria la pelle, e nuovamente 6 e 24 ore dopo la nuotata.

Prima di nuotare, tutti gli individui avevano comunità batteriche diverse gli uni dagli altri. Ma dopo aver nuotato, avevano batteri simili, completamente diversi da quelli che abitavano la loro pelle prima di nuotare e che includevano potenziali patogeni appartenenti alla famiglia Vibrio.

In alcuni casi, la quantità di batteri Vibrio rilevata sulla pelle umana era 10 volte maggiore della quantità presente nei campioni di acqua oceanica. Secondo i ricercatori, questo suggerisce che questa specie tende ad attaccarsi alla pelle umana.

Cambiamenti temporanei

I cambiamenti osservati nella composizione dei microbi cutanei sono stati temporanei: 6 ore dopo la nuotata, il microbiota ha iniziato a ritornare alla composizione iniziale e dopo 24 ore ha il processo si è praticamente completato. Tuttavia, secondo gli scienziati, alcuni batteri potrebbero rimanere a lungo sulla pelle.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per capire come l’acqua dell’oceano influisce sul microbiota cutaneo, i risultati potrebbero spiegare perché alcune persone si lamentano di avere dolori allo stomaco o alle orecchie dopo essere stati in acqua.

In ogni caso, i risultati non dovrebbero scoraggiare le persone dal nuotare in mare: i bagnanti possono semplicemente fare una doccia dopo aver nuotato.

Traduzione dall’inglese a cura della redazione