Diabete di tipo 2: specifici lattobacilli efficaci per prevenzione e trattamento

13 novembre 2017

School of Food Science and Engineering, Harbin Institute of Technology, Harbin (Cina) STUDIO ORIGINALE

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Lactobacillus paracasei G15 e Lactobacillus casei Q14 migliorano il livello di glicemia, promuovono la produzione di acidi grassi a catena corta, riducono la concentrazione di batteri Gram- e di conseguenza anche quella di specifici mediatori pro-infiammatori.

La loro somministrazione ha inoltre riscontrato un notevole beneficio nel ristabilire la funzionalità e l’integrità della barriera intestinale.

Questo è ciò che emerge da uno studio pubblicato recentemente in Journal of Functional Foods e condotto da un team di ricercatori cinesi su 32 modelli di ratto.

Lo scopo del lavoro è stato quello di determinare i meccanismi attraverso i quali determinate specie batteriche intestinali quali Lactobacillus paracasei G15 e Lactobacillus casei Q14, estratti da cibi fermentati e comunemente consumati in Cina, possano relazionarsi e influenzare la patologia diabetica.

Numerose sono le evidenze che vedono il microbioma intestinale attivamente coinvolto nell’evolvere di svariate patologie, incluso il diabete di tipo 2.

Mancano tuttavia studi che indaghino gli effetti di un supplemento di probiotici nella dieta di questi pazienti oltre che ricerche che vadano ad approfondire i meccanismi alla base di questa sempre più evidente correlazione.

I ratti sono stati quindi suddivisi in gruppo di controllo “normale” (gruppo N), gruppo di controllo diabetico (gruppo D), gruppo diabetico trattato con metformina (gruppo M), gruppo trattato con L. paracasei G15 (G) e gruppo trattato con L. casei Q14 (Q).

Il diabete di tipo 2 è stato indotto attraverso la somministrazione di un’alimentazione ad alto contenuto di grassi per sei settimane durante le quali il gruppo N ha seguito un regime di alimentazione bilanciato.

Ai fini delle analisi, Kai-Kai Li e colleghi hanno perciò collezionato campioni ematici prelevati dalla coda per il test di tolleranza al glucosio orale, campioni ematici generali per la determinazione dei livelli di insulina, glucagone, colesterolo totale, triacilglicerolo, GLP-1 (glucagon-like peptide-1) e PYY (peptide YY). Sono stati inoltre raccolti campioni fecali per la classificazione del microbiota intestinale e la quantificazione degli acidi grassi a catena corta (SCFA).

Gli effetti di Lactobacillus paracasei G15 e Lactobacillus casei Q14 nel diabete di tipo 2

La somministrazione di L. paracasei G15 e L. casei Q14 ha quindi dimostrato:

  • Miglioramento nella tolleranza al glucosio prevenendo l’instaurarsi di iperglicemia e comportando inoltre una riduzione del colesterolo totale, di insulina, glucagone e triacilglicerolo ematici;
  • Aumento della concentrazione di batteri promuoventi la produzione di SCFA quali Clostridium leptum, implicato soprattutto nella sintesi di butirrato, e Bacteroides Prevotella, coinvolto anche in quella di acetato. Per quanto riguarda gli altri acidi grassi di questa categoria al contrario non si sono ottenuti cambiamenti di concentrazione statisticamente significativi. Numerose sono le evidenze di letteratura che dimostrano come i SCFA abbiano un ruolo positivo nel promuovere e mantenere l’integrità intestinale oltre che nel migliorare il profilo lipidico e della composizione corporea. Queste specie batteriche sono risultate carenti invece nel gruppo D;
  • Regolazione della glicemia attraverso l’incremento di circa una volta e mezzo rispetto al gruppo D dell’espressione di GPR43 cioè “recettori accoppiati a proteine-G” che rientrano nella via di segnalazione dei SCFA. La combinazione SCFA e GPRs a loro volta stimola la produzione di ormoni a livello intestinale quali GLP-1 e PYY. In linea con i risultati precedenti, la concentrazione di questi due ormoni è risultata superiore nei gruppi trattati con probiotici rispetto al gruppo D anche se comparabile a quella osservata nel gruppo M;
  • Diminuzione dei batteri Gram-, in particolar modo di Bacteroides ed Enterobacterium e, in conseguenza, di LPS (Lipopolysaccharide). Il decremento è stato osservato in entrambi i gruppi trattati con probiotici oltre che in quello con metformina, soprattutto per quanto riguarda i livelli plasmatici di LPS;
  • Miglioramento dell’integrità e delle giunzioni strette nella barriera intestinale. Nel gruppo N lo status e la funzionalità dell’epitelio sono risultati fisiologiche. Al contrario, nel gruppo con diabete non trattato è stato visto un assottigliamento e una perdita di densità della barriera con maggior rischio di entrata in circolo di patogeni e di sviluppo di patologie infiammatorie. Nei gruppi G, Q e M invece, l’integrità dell’epitelio si è ben ristabilita;
  • Diminuzione della secrezione di citochine infiammatorie quali IL-1β, IL-8 e IL-6 risultate, al contrario, marcatamente espresse nei campioni ematici di ratti del gruppo D.

In conclusione, sulla base di questo studio possiamo affermare come il supplemento di Lactobacillus paracasei G15 e Lactobacillus casei Q14 abbia un impatto positivo nella prevenzione e gestione del diabete di tipo 2 in modelli di ratto.

Sono state inoltre ottenute evidenze significative nella determinazione dei meccanismi d’azione di questi probiotici che potranno essere utili nel pianificare futuri approcci terapeutici in questo campo anche nell’uomo.

Silvia Radrezza

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