Digiuno intermittente e proteine modificano il microbioma e favoriscono la perdita di peso

È stato dimostrato che un regime di digiuno intermittente e stimolazione proteica, rispetto alla restrizione calorica, determina un miglioramento della sintomatologia intestinale.
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Digiuno intermittente e proteine modificano il microbioma e favoriscono la perdita di peso

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Stato dell'arte

Il microbioma intestinale modula peso, composizione corporea e funzionamento gastrointestinale. Pertanto, gli approcci mirati ai microbi intestinali residenti hanno suscitato un notevole interesse. I regimi di digiuno intermittente (IF, intermittent fasting) e di stimolazione proteica (P) sono efficaci nel facilitare la perdita di peso (WL, weight loss) e nel migliorare la composizione corporea.

Cosa aggiunge questa ricerca

Questo nuovo lavoro descrive firme metabolomiche microbiche fecali e plasmatiche distinte tra IF-P combinato rispetto a una dieta sana ipocalorica (CR, calorie-restricted) e fornisce informazioni dettagliate sul profilo del microbiota e metabolomico dei partecipanti che seguono  digiuno intermittente e stimolazione proteica o restrizione calorica ed evidenzia importanti differenze nell’assemblaggio microbico associato alla reattività della perdita di peso e della composizione corporea.

Conclusioni

La sintomatologia intestinale migliora e l’abbondanza di microbi delle Christensenellaceae e di citochine circolanti e metaboliti di aminoacidi che favoriscono l’ossidazione dei grassi aumentano con digiuno intermittente e stimolazione proteica mentre i metaboliti associati a una via metabolica correlata alla longevità aumentano con restrizione calorica. Le differenze indicano che i fattori del microbioma e metabolomici svolgono un ruolo nel mantenimento della perdita di peso e nella composizione corporea.

In questo articolo

L’apporto nutrizionale rappresenta il principale modulatore del microbioma intestinale e dello stato ponderale e pertanto figura come una grande promessa terapeutica per affrontare un’ampia gamma di disregolazioni metaboliche. 

È stato recentemente dimostrato che la composizione nutrizionale e la frequenza dei pasti durante i periodi di restrizione calorica alterano l’energia metabolizzabile per l’ospite e pertanto è stato condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications, che ha indagato gli effetti sul microbiota intestinale di due interventi dietetici ipocalorici abbinati per l’apporto e il dispendio energetico settimanale.

Regime alimentare e microbiota intestinale

Per mantenere una comunità e un ecosistema stabili, il microbiota intestinale deve regolare il suo tasso di crescita e la sua diversità in risposta alla disponibilità di nutrienti e alla densità di popolazione. Tale omeostasi è influenzata dalla restrizione calorica abbinata a periodi di alimentazione e digiuno intermittente (IF). In base alla letteratura presente si ipotizza che una dieta IF-P possa influenzare favorevolmente il microbioma intestinale e il metaboloma in misura maggiore rispetto a una sola CR con abbinamento calorico. 

Digiuno intermittente, proteine e restrizione calorica 

È stato dimostrato che un regime di digiuno intermittente e stimolazione proteica, rispetto alla restrizione calorica, determina un miglioramento della sintomatologia intestinale, uno spostamento più pronunciato della comunità e una maggiore divergenza del microbioma intestinale, comprese famiglie e generi microbici, come Christensenellaceae, Rikenellaceae e Marvinbryantia, associati a condizioni e profili metabolici favorevoli.

In dettaglio Christensenellaceae è considerata un indicatore di un fenotipo magro (antiobesità) e si associa ad un maggiore apporto proteico. Le Rikenellaceae sono state collegate alla riduzione del tessuto adiposo viscerale e a profili metabolici sani, mentre Marvinbryantia, rappresenta un marcatore per prevedere il successo della perdita di peso a lungo termine negli individui con obesità. Inoltre, digiuno intermittente e stimolazione proteica hanno aumentato le Ruminococcaceae, che hanno dimostrato di possedere una maggiore capacità proteolitica e lipolitica.

Effetti sulle citochine infiammatorie

La restrizione calorica e la perdita di peso influenzano positivamente l’espressione delle citochine infiammatorie, con effetti significativi su IL-4, IL-6, IL-8 e IL-13. 

Queste citochine hanno mostrato significative variazioni, rispetto al basale, esclusivamente nel gruppo digiuno intermittente e stimolazione proteica. In particolare, è stato segnalato che IL-4 mostra effetti lipolitici e IL-8 è associata positivamente alla perdita e al mantenimento del peso. IL-6 può aumentare acutamente la mobilitazione dei lipidi nel tessuto adiposo in condizioni di digiuno o esercizio fisico, mentre IL-13 può essere importante per le risposte immunitarie della mucosa intestinale ed è uno stimolatore della produzione di muco dalle cellule caliciformi. Questi risultati sono degni di nota considerando la significativa perdita di peso corporeo totale, grasso e grasso viscerale nel gruppo digiuno intermittente e stimolazione proteica rispetto al gruppo restrizione calorica.

Correlazione tra le citochine e la composizione del microbiota intestinale

Le citochine plasmatiche sono state correlate con la composizione microbica per il gruppo digiuno intermittente e stimolazione proteica durante il periodo di intervento. Delle quattro citochine aumentate nei partecipanti digiuno intermittente e stimolazione proteica, sono state identificate molteplici correlazioni significative: Colidextribacter, Ruminococcus gauvreauii e Intestinibacter con IL-4, Oscillospiraceae, Colidextribacter e Ruminoccus gauvreauii con IL-13. 

Mostrando correlazioni negative con IL-4 e IL-13, Colidextribacter ha dimostrato di essere correlato positivamente all’accumulo di grasso, all’insulina e ai livelli di trigliceridi nei topi alimentati con una dieta ricca di grassi e correlato positivamente con i prodotti della perossidazione lipidica, suggerendo il suo potenziale ruolo nel promuovere lo stress ossidativo. Al contrario, il gruppo Ruminoccus gauvreauii era correlato positivamente con IL-4 e IL-13.

Effetti sui metaboliti intestinali

Sono stati osservati cambiamenti del profilo metabolomico in entrambi i gruppi, digiuno intermittente e stimolazione proteica e restrizione calorica, rispetto al basale con differenze significative tra digiuno intermittente e stimolazione proteica e restrizione calorica per 15 metaboliti: acido 2,3-diidrossibenzoico, acido malonico, colina, agmatina, acido protocatechico, mioinositolo, acido ossalacetico, xilitolo, dulcitolo, asparagina, n-acetilglutammina, sorbitolo, citidina, acetilcarnitina e urato. 

Per quanto riguarda i percorsi metabolici, un totale di 14 percorsi erano significativi nel gruppo digiuno intermittente e stimolazione proteica, di cui tre mostravano grandi coefficienti di impatto: metabolismo di glicina, serina e treonina, metabolismo dell’alanina, dell’aspartato e del glutammato e metabolismo dell’ascorbato e dell’aldarato. 

In confronto, 24 percorsi erano significativi per il gruppo restrizione calorica, di cui quattro mostravano grandi coefficienti di impatto: biosintesi di fenilalanina, tirosina e triptofano, metabolismo di alanina, aspartato e glutammato, ciclo del citrato  e metabolismo di glicina, serina e treonina.

Conclusioni

Il digiuno intermittente e la stimolazione proteica riducono significativamente la sintomatologia intestinale e aumentano i microbi intestinali associati a un fenotipo magro e le citochine circolanti che mediano il peso corporeo totale e la perdita di grasso. 

Questi risultati evidenziano l’importanza di approcci personalizzati nell’adattamento degli interventi dietetici per una gestione ottimale del peso e risultati sulla salute metabolica.

Redazione

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