Effetti dei diversi antibiotici sul microbiota intestinale

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Effetti dei diversi antibiotici sul microbiota intestinale

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Stato dell’arte
Gli antibiotici sono utilizzati da decenni sia per curare le malattie infettive batteriche sia negli alimenti destinati all’uomo e agli animali. Non è del tutto chiaro il diverso effetto sul microbiota intestinale di antibiotici a diverso spettro di azione.

Cosa aggiunge questo studio
Questo lavoro passa in rassegna diversi studi per approfondire i differenti effetti di un antibiotico ad ampio spettro e uno a spettro ristretto sulla composizione del microbiota intestinale.

Conclusioni
Esiste una diversa influenza sui microrganismi intestinali: i batteri gram-positivi e gram-negativi vengono distrutti dall’uso di antibiotici ad ampio spettro.

L’importanza degli antibiotici è ormai ben nota per prevenire la proliferazione di agenti patogeni batterici, trattare le infezioni batteriche e rendere sicuri i mangimi per animali. 

Agendo proprio sui microrganismi, i trattamenti antibiotici hanno attirato l’attenzione in merito agli effetti che possono svolgere sulla composizione e la diversità del microbiota intestinale.

Una recentissima mini-review, appena pubblicata su AMB Express ha analizzato il grado di alterazione microbica intestinale causata dai comuni antibiotici. 

Antibiotici ad ampio spettro e non solo

Yurong Tan e colleghi del Dipartimento di Microbiologia della Xiangya School of Medicine, in Cina, hanno così evidenziato che alcuni antibiotici distruggono i phyla comuni, mentre per altri sono stati osservati effetti debilitanti

Inoltre, la ricerca ha mostrato che sia i batteri gram-positivi sia quelli gram-negativi vengono distrutti dall’uso di antibiotici ad ampio spettro rispetto agli antibiotici a spettro più ristretto. 

Anche se gli antibiotici sono in grado di migliorare molte condizioni di salute, essi sono anche la causa di una riduzione del numero di batteri commensali di cruciale importanza per un intestino sano. 

Infatti, un uso eccessivo di antimicrobici promuove la colonizzazione di Clostridium difficile, un patogeno opportunista che causa diarrea associata a tali farmaci con conseguente riduzione della diversità microbica intestinale. 

Inoltre, le interazioni tra farmaci e microbioma risultano essere bidirezionali: gli antibiotici possono distruggere il microbiota intestinale e i microbi possono anche modulare i farmaci modificando così la composizione chimica e portando alla resistenza antimicrobica.

Le differenze tra antibiotici

Gli effetti possono essere attribuiti al meccanismo d’azione, alla classe di antibiotico, al grado di resistenza all’antibiotico, al dosaggio del trattamento, alla modalità di somministrazione, alle proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche e allo spettro dell’agente antibiotico. 

Anche il tempo del trattamento svolge un ruolo nell’equilibrio del microbiota: minore è il tempo di utilizzo, più rapido è il recupero del microbiota intestinale e viceversa. Tuttavia, mentre alcuni microrganismi vengono recuperati dopo mesi, non è mai stato riportato un ripristino di quelle specie completamente distrutte.

In aggiunta, condizioni come lo stato di salute, lo stress o il tipo di dieta potrebbero rappresentare dei fattori di confondimento

Tali fattori vanno tenuti in considerazione negli studi clinici: i risultati raccolti da un solo intervento a breve o lungo termine, potrebbero non essere sufficienti per stabilire gli effetti dell’antibiotico sul microbiota intestinale. 

Conclusioni

Ad oggi, la conoscenza inadeguata degli effetti degli antibiotici a diversi spettri di attività rappresenta un limite ai trattamenti che hanno l’obiettivo di contenere i danni al microbiota intestinale e i meccanismi di resistenza dei microbi intestinali.

Le nuove frontiere per approfondire la relazione antibiotico-microbiota intestinale sono la medicina di precisione, la terapia genica resistente e gli approcci di biologia dei sistemi per sfruttare l’interazione del microbio ospite con un efficace e sicura strategia di trattamento.

Valentina Vinelli
Biologa nutrizionista laureata con lode in Alimentazione e Nutrizione Umana, è dottoranda in Food Systems presso il Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Univ. La Statale degli studi di Milano.

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